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Covid, allarme dei sindacati per i lavoratori della grande distribuzione: «Subito vaccino per loro»

In Liguria sono circa 110.000 gli addetti e le addette al settore commercio, che sin dall'inizio della pandemia sono stati in prima linea. La richiesta, nel registrare le prime vittime, è quella di inserirli nelle categorie a forte rischio

Dalla prima ondata di coronavirus non si sono fermati mai neppure loro, un’intera categoria chiamata a tenere aperti quelle attività ritenute essenziali come i supermercati e i negozi di alimentari. E nei giorni in cui a Roma si contano due vittime, a distanza di pochi giorni, proprio tra i dipendenti dei supermercati, i sindacati chiedono a gran voce che vengano inseriti nelle categorie prioritarie per poter ricevere il vaccino anti covid. Soprattutto in vista delle ennesime festività in zona rossa in cui la grande distribuzione resterà aperta.

Oggi in Liguria ci sono circa 110.000 addetti e addette alle vendite del commercio e grande distribuzione “che ogni giorno affrontano con la sola mascherina sul volto centinaia e centinaia di persone, correndo il rischio del contagio anche a causa del denaro che maneggiano, soldi che sono grande vettore di batteri e sporcizia - scrivono Uil Liguria e Uiltucs Liguria - Eppure ancora niente vaccino per questa categoria a rischio e per le tante altre che non sono state indicate nelle priorità e che magari lavorano proprio nell’ambito delle fatidiche priorità”

“Si tratta di dignità del lavoro e del lavoratore, è un problema di visione - sottolineano Fabio Servidei, segretario organizzativo regionale Uil Liguria e Marco Callegari, coordinatore regionale del commercio per Uiltucs Liguria - Alcune mansioni rischiano di avere meno tutele di coloro che lavorano in ospedale, a cominciare dalle misure di protezione e quindi dal materiale a disposizione”.

“All'inizio della pandemia si è fatto un gran parlare di sicurezza e della necessità di istituire i comitati di monitoraggio che avrebbero dovuto coordinare la vigilanza in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, ma la bolla si è sgonfiata subito dopo gli accordi anche con Carrefour con il quale era stato sottoscritto l’accordo per rendere più sicuro il lavoro - proseguono i sindacati - A marzo 2020 erano stati costituiti i Comitati Aziendali per adottare misure stringenti per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, insieme al Comitato Nazionale composto rsu/rsa/rls che ha di condividere e verificare l’applicazione delle misure previste dal protocollo aziendale di misure anti Covid-19, anche procedendo al suo costante aggiornamento. Purtroppo, dopo le prime azioni messe in campo grazie al sindacato, l’apparato costituito grazie agli accordi non ha potuto operare come avrebbe voluto”.

La richiesta è dunque quella di inserire i lavoratori e le lavoratrici del commercio tra le categorie a forte rischio, e di prevedere per loro la vaccinazione il prima possibile.

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