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Vaccino covid, Bassetti: «Farmacie, medici di famiglia e caserme per la somministrazione»

L’infettivologo genovese sconsiglia di «centralizzare l'organizzazione delle vaccinazioni con una struttura unica» e indica un “piano B” per uscire dalla pandemia

No a una struttura unica che accentra la gestione della campagna vaccinale contro il coronavirus, ma ramificazioni differenti sul territorio e gestite dalle Regioni sul fronte personale: farmacie, medici di famiglia, laboratori privati, caserme e medici militari soltanto per citarne alcuni.

A suggerire un diverso approccio alla campagna vaccinale è Matteo Bassetti, che sconsiglia «di centralizzare l'organizzazione delle vaccinazioni con una struttura unica che compra le siringhe e assume i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari», soffrendo invece di coinvolgere più attori, lavorando su già che esiste già non solo ospedali e rsa, ma anche «medici del lavoro, i medici di bordo, dentisti e pediatri. In un momento come questo sono convinto che tutti farebbero, se adeguatamente coinvolti, la loro parte».

VIDEO | Vaccino covid, il "tutorial" dell'infettivologo Bassetti: «Ecco come funziona»

Per l’infettivologo genovese il vaccino resta la chiave, e rendere facile l’accesso ai vaccini in tutta Italia segnerebbe la vittoria contro la pandemia. Le tre differenti tipologie di vaccino contribuirebbero, inoltre, a differenziare la somministrazione: «Con l'approvazione del vaccino AstraZeneca, prevista per il 29 gennaio, l'Italia avrà a disposizione tre vaccini per categorie diverse di soggetti - ricorda Bassetti - Il cosiddetto vaccino Oxford verrà destinato ai soggetti di età inferiore ai 55 anni, mentre le altre categorie riceveranno Pfizer Biontech e Moderna (quest'ultimo previsto per gli over 80)».

Il direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino suggerisce anche un piano alternativo a quello su cui spinge la Liguria: se vaccinare almeno il 65-70% della popolazione con più di 16 anni entro l'autunno diventasse infattibile (servirebbero circa 70-80 milioni di dosi di vaccino somministrate al ritmo di 250,000 dosi al giorno), Bassetti suggerisce di «mettere in sicurezza entro l'estate, tutte le persone con più di 70 anni e chi soffre di problemi di salute che li rendano particolarmente fragili di fronte a SarsCoV-2 (obesi, immunodepresssi, nefropatici, trapiantati, cardiopatici, malati respiratori, disabili, ecc.)».

«Francamente credo sia più fattibile il B - conclude Bassetti - La gente vuole vaccinarsi. Sa che è l'unica via di uscita per tornare ad una vita normale».

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