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Vaccini covid, Bassetti: «AstraZeneca è di serie A. No a quarantena per i vaccinati»

L’infettivologo genovese interviene sul dibattito relativo all’efficacia e ai rischi rappresentanti dal vaccino anglo-svedese

«Se dovessi rivaccinarmi mi vaccinerai con il vaccino di AstraZeneca»: Matteo Bassetti torna a parlare di vaccini covid (senza sorpresa, essendo tra le altre cose anche presidente della Sita, la Società Italiana Terapia Antinfettiva), e lo fa sottolineando le caratteristiche di quello dell’azienda anglo-svedese, su cui negli ultimi mesi c’è stato ampio dibattito soprattutto sul fronte efficacia e rischi.

Quello di AstraZeneca è il vaccino su cui l’italia ha investito di più, acquistandone il maggior numero di dosi. Ed è anche quello che andrà a coprire la fascia di popolazione mediana, le persone dai 18 anni in su. Inizialmente l’Ema aveva raccomandato l’utilizzo soltanto sino ai 55 anni, ma a fine gennaio è arrivato il via libera anche per persone più anziane. Per Bassetti, però, il danno era ormai fatto, e il vaccino AstraZeneca - che ha anche le più facili modalità di conservazione - sarebbe ormai guardato con sospetto dai cittadini.

Vaccino AstraZeneca, cosa c'è da sapere

«Si tratta di un ottimo vaccino che nel nostro paese ha avuto un trattamento mediatico e scientifico sconsiderato e masochista - ha infatti spiegato via Facebook - La gente lo considera erroneamente un vaccino di serie B. Vi dico invece perché è un vaccino di serie A? È il più semplice per la conservazione (si conserva in un normale frigorifero), è il più economico (costa solo 2,8 euro ovvero meno del costo di produzione- per scelta della casa produttrice che ha deciso di non lucrarci), è efficace tra il 60 e il 75% nel prevenire la malattia sintomatica lieve e nel 100% per la malattia grave e la morte.  Ci sono oggi pochi dati negli anziani, ma non vuol dire che non funzioni in chi ha più di 65 anni».

Coronavirus, come si svolgerà il Silver vaccine day

L’infettivologo genovese fa quindi una previsione: «I nuovi dati che saranno pronti tra qualche settimana confermeranno che si potrà usare in tutte le fasce di età. Noi nel frattempo stiamo perdendo tempo perché non lo useremo in quei soggetti dove il vaccino serve di più». Il vaccino AstraZeneca, sottolinea Bassetti, «sarebbe il candidato ideale per una vaccinazione a tappeto nelle aree dove stanno circolando i virus mutati, le cosiddette varianti. In quelle aree bisognerebbe dirottare ingenti quantità di vaccini per tutta la popolazione, così da limitare la circolazione del virus e quindi anche delle varianti».

Focolai in Costa Azzurra, vaccini ai frontalieri

La Regione sembra avere seguito il suo consiglio: complici i cluster in Costa Azzurra, la situazione nell’estremo ponente ligure sta sfuggendo di mano, con alti numeri di nuovi contagi e ricoverati. E mentre si pensa a istituire delle zone rosse locali, così come concesso dal governo (va ricordato che, tra l’altro, in poche settimane proprio a Sanremo inizierà il Festival), Alisa ha dirottato diversi quantitativi di vaccino AstraZeneca in Asl 1 per vaccinare i cosiddetti “frontalieri”, chi fa la spola tra il confine italiano-ligure e quello francese.

«Dobbiamo correre veloci ed essere preparati», ribadisce ancora Bassetti, che all’Adnkronos ha anche parlato dell’ipotesi quarantena per i vaccinati: «Io non sono d'accordo. Se fosse così tutti i sanitari dovrebbero vivere in quarantena perché siamo sempre a contatto con covid positivi. Un vaccinato che ha un contatto ravvicinato con un caso non dovrebbe fare quarantena». Ma, spiega l’infettivologo, dovrebbe essere sottoposto a tampone per un controllo.

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