Coronavirus

Vaccini in azienda, Alisa pronta al bando: si parte con quelle con più di 250 dipendenti

La manifestazione di interesse prevedrà che la vaccinazione sia a carico dell’azienda stessa, coordinata dalla Medicina del Lavoro e dal responsabile della Sicurezza. L'azienda avrà 3 settimane di tempo per vaccinare tutti i dipendenti

La “spallata” al coronavirus potrebbe arrivare a breve: firmato l’accordo nazionale tra struttura commissariale e mondo del lavoro, nelle prossime settimane inizieranno le somministrazioni dei vaccini in azienda, una campagna “privata” che consentirà ai datori di lavoro di vaccinare i dipendenti senza sottostare al principio delle fasce d’età.

In Liguria ci si prepara con la pubblicazione, da parte di Alisa, di una manifestazione di interesse finalizzata a selezionare le prime aziende che vorranno distribuire i vaccini. La manifestazione prevedrà che la vaccinazione sia a carico dell’azienda stessa, coordinata dalla Medicina del Lavoro e dal responsabile della Sicurezza, e che si parta dalle aziende con più di 250 dipendenti.

Il bando nazionale prevede di distribuire 5.000 dosi a settimana al settore lavoro, cifra che si tradurrà in 500 vaccini ad azienda «se il bando andrà in saturazione», come ha spiegato il presidente della Regione, Giovanni Toti: «Partiamo con le aziende sopra i 250 dipendenti, che avranno 3 settimane di  tempo per vaccinare tutto il personale. Le vaccinazioni cominceranno verosimilmente entro il 10 di giugno, prima data utile per le prime consegne massive della struttura commissariale».

«Se i tempi dovessero essere anticipati - ha concluso Toti - cosa che è successa raramente, anticiperemo anche noi la manifestazione di interesse per essere pronti già dalla settimana prossima».

In Liguria sono diverse decine le aziende che hanno dato disponibilità a vaccinare i dipendenti internamente, ma sarà compito dei promotori dell’accordo “scremare” le candidature e individuare le strutture che rispettano tutti i requisiti necessari, dagli spazi alla presenza di dispositivi di emergenza (come per esempio il defibrillatore) passando per il personale sanitario che somministrerà le dosi. Tra le aziende che hanno manifestato l’intenzione di aderire al protocollo ci sono anche nomi di alto profilo come Ansaldo, Fincantieri, Leonardo e Hitachi ma il numero sta aumentando di ora in ora dopo la sottoscrizione dell’intesa.

Vaccinazioni in azienda, come funziona

Stando all’accordo nazionale la vaccinazione avverrà su base volontaria e nel rispetto della privacy, e che sarà subordinata al piano nazionale e alla effettiva disponibilità delle dosi tenendo conto delle priorità relative alle precedenze per età e stato di salute stabilite dai servizi sanitari regionali.

Il Piano prevede tre strade percorribili la prima prevede il vaccino direttamente in azienda utilizzando il medico competente o operatori sanitari ingaggiati appositamente. Tutti dovranno effettuare un corso di formazione specifica e a loro sarà affidato anche il compito di acquisire il consenso informato dei lavoratori e delle lavoratrici che volontariamente si sottoporranno alla vaccinazione, e di interfacciarsi con il sistema sanitario regionale.

La seconda possibilità è quella della convezione con strutture private, la terza le strutture territoriali dell’Inail. Il Servizio sanitario fornirà i sieri da inoculare e le siringhe per farlo, tutti gli altri costi saranno a carico delle aziende e il tempo impiegato per sottoporsi alla vaccinazione è equiparato all’orario di lavoro, senza formalità di tipo autorizzativo o certificativo.

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