Martedì, 26 Ottobre 2021
Coronavirus

Medici di famiglia non informati sui vaccini, Toti: "Non è vero, hanno anche il tutorial"

Secondo il presidente, la Regione avrebbe inviato tutte le indicazioni per l'accesso al servizio: "Se esiste un medico di medicina generale che non conosce quali sono i suoi compiti è per sua negligenza grave"

Al termine della prima giornata di prenotazione del vaccino tramite i medici di famiglia, il presidente della Regione Giovanni Toti alza i toni contro una parte della categoria.

"Putroppo in alcuni casi riceviamo segnalazioni di medici di medicina generale che dicono di non sapere nulla oppure che spengono il telefono o dichiarano che la loro reperibilità è limitata ad alcuni orari al giorno - tuona il governatore - francamente trovo che sia un comportamento che in qualche modo inficia l'intero sforzo di una categoria e ingiustamente".

Se da una parte molte sono le testimonianze di cittadini, raccolte anche da Genova Today, che non hanno ricevuto informazioni sulla vaccinazione dal proprio medico di famiglia, dall'altra proprio alcuni professionisti dichiarano di non aver ricevuto le corrette disposizioni o di aver incontrato difficoltà nella gestione del software.

Ma Toti non ci sta: "Ritengo che sia scandaloso che qualcuno oggi tra i medici di medicina generale non abbia avuto modo di informarsi visto che Regione ha fornito loro non solo il sistema di prenotazione, non solo il tutorial web per imparare ad usarli, francamente cosa assai semplice, ma anche tutte le indicazioni per le modalità di accesso al servizio, come trattare i propri pazienti, gli hub di vaccinazione, il personale dedicato e lo ha fatto attraverso la rete più capillare possibile, quindi non credo esista un medico di medicina generale se non per sua negligenza grave che non conosca quali sono i suoi compiti".

Al di là della polemica, nel pomeriggio di martedì sono stati 5.200 i pazienti delle categorie ultravulnerabili, vulnerabili e prioritari che hanno potuto prenotarsi e che sono stati presi in carico dai medici di famiglia; 3.600 tra personale scolastico, vigili urbani, protezione civile, uffici giudiziari e vulnerabili, le persone che riceveranno dal 15 marzo, da lunedì prossimo cioè, le dosi di Astrazeneca dal proprio medico di famiglia in uno degli hub attivati per singolo distretto.

"Per il primo giorno le prenotazioni gestite dai medici sono andate molto bene - ha detto il presidente Toti - Ringrazio tutti i medici che hanno risposto in maniera pronta ed efficace: non era scontato, è stato uno sforzo importante della medicina di base che ha preso in carico in una giornata 5200 pazienti".

Come cambia il piano vaccinale

Il piano vaccinale, in seguito all'ordinanza del Ministro della Salute Speranza che ha ampliato l’utilizzo del vaccino AstraZeneca agli over 65 quindi, sarà di conseguenza rimodificato. 

"I medici di medicina generale - ha proseguito il presidente illustrando i cambiamenti intervenuti in giornata sul piano di vaccinazione - somministreranno il vaccino ai vulnerabili e alle categorie individuate come prioritarie, non più fino ai 65 anni ma fino ai 69 perché è stata allargata la possibilità di somministrazione di Astrazeneca".

La comunicazione è stata inviata da Alisa a tutte le asl che hanno avuto l'incarico d'informare i medici di medicina generale sulle variazioni. "Anche la fascia da 70 a 79 anni che fino a ieri pomeriggio avrebbe dovuto aspettare Pfizer e Moderna potrà essere vaccinata con Astrazeneca, ma aspettiamo per questo il via libera della Conferenza delle regioni di giovedì. Se tutto verrà approvato come da nuova circolare ministeriale, le prenotazioni cominceranno mercoledì 17 marzo per la fascia ristretta 75-79 anni, e le somministrazioni inizieranno la settimana dopo, lunedì 22".

60mila vaccini a settimana entro marzo

"Dal giorno seguente, martedì 23 marzo, potrà prenotare la fascia 70-74 anni. Le modalità di prenotazione sono quelle già collaudate per gli over 80: Cup o sportelli, portale web, numero verde (esclusi quindi gli studi medici). Le vaccinazioni saranno eseguite inizialmente negli ospedali e nelle altre sedi individuate dalle Asl, e successivamente anche nelle farmacie (domani incontreremo, con Alisa, i rappresentanti della categoria). Inoltre è allo studio la possibilità di utilizzare anche le strutture private accreditate. Contiamo così di raggiungere e superare i 60mila vaccini a settimana entro il mese di marzo. Per sostenere il grande impegno dell'intera sanità regionale, e aiutare i cittadini a muoversi nella giusta direzione, da domani partirà una campagna informativa su tutti gli organi di stampa liguri".

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