Covid: accordo con i medici di famiglia per test rapidi, nuove modifiche all'ordinanza

I medici di base potranno effettuare i tamponi antigenici in spazi messi a disposizione dalla Asl e con materiale fornito. Il sindaco Marco Bucci, intanto, ha annunciato che oggi arriveranno specifiche per chiarire alcuni aspetti del nuovo provvedimento in vigore a Genova

Anche i medici di famiglia potranno effettuare i tamponi rapidi antigienici nei loro studi per aiutare le Asl a gestire la crescita dei casi di coronavirus in Liguria.

La Regione ha sottoscritto infatti un accordo con i medici di medicina generale della Liguria, che potranno effettuare e refertare i test antigenici ai loro pazienti in modo da alleggerire gli ospedali e prevenire l’ospedalizzazione dei pazienti stessi.

I test antigenici verranno effettuati in spazi messi a disposizione delle Asl e delle pubbliche assistenze della Liguria, con la loro disponibilità a fornire mezzi, personale e spazi per questa iniziativa. Il progetto complessivo prevede inizialmente uno spazio per ogni distretto, e i test saranno gratuiti. Si tratta, come nel caso della Commenda, di test che individuano non una positività ma una "non negatività" al virus: in questi casi, la persona viene immediatamente sottoposta a tampone molecolare e, se il risultato è positivo, viene presa in carico dalla Asl.

«Oggi variamo un nuovo piano di collaborazione attivato con i medici di medicina generale e il supporto ordine dei medici, proprio per rafforzare il piano di medicina territoriale non solo della città metropolitana di Genova, ma dell’intera Liguria - ha spiegato il governatore ligure Giovani Toti - L’obiettivo è avere screening più rapidi della malattia, e quindi un inizio delle cure più precoce e alleggerire la pressione sui pronti soccorso, trovando una risposta compiuta ed efficace a livello territoriale».

Soddisfatto il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della Liguria, Alessandro Bonsignore: «Nonostante che i numeri non siamo oggettivamente incoraggianti, un messaggio di rassicurazione per i cittadini proviene dalla sinergia e dall’unità di intenti che mai come in questo momento può risultare cruciale per affrontare le prossime settimane e i prossimi mesi».

«I medici di medicina generale esprimono soddisfazione per questo accordo sottoscritto oggi - spiegano Angelo Tersidio (Fimmg), Pietrino Forfori (Smi) e Giorgio Fusetti (Snami), rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale che hanno sottoscritto il documento - In questo particolare momento di emergenza a causa della seconda ondata di Covid 19 abbiamo voluto per senso di responsabilità offrire alla Regione e ai cittadini il nostro contributo. Con l’accordo odierno sarà possibile, per i medici aderenti al progetto, effettuare tamponi rapidi in soggetti asintomatici che siano venuti a contatto con casi positivi. Questo per accelerare le procedure di diagnosi e il ritorno alle attività sociali e lavorative, il tutto in strutture adeguate, siano esse distrettuali esterne o all’interno di ambulatori. Come medici di medicina generale, da sempre punto di riferimento e primo contatto con i cittadini, abbiamo sentito il dovere di supportare ulteriormente gli altri operatori sanitari e ospedalieri nella lotta contro il virus».

Il contagio in Liguria, intanto, continua a correre come nel resto d’Italia. Giovedì i nuovi contagi erano 432, individuati però sul numero record di 5.149 tamponi. Entrata ufficialmente in vigore l’ordinanza che a Genova impone la chiusura degli h24 in tutta la città e dei circoli di qualsiasi genere nei quartieri di Rivarolo, Certosa, Cornigliano, Sampierdarena e nel centro storico per contenere la diffusione, non manca qualche protesta da parte di chi conduce attività virtuose. 

Sulle chiusure, sulle vie e sulle modalità, il sindaco Marco Bucci ha chiarito che «la chiusura  vale solo per le “zone rosse”, ma fuori possono funzionare, chi gestisce circoli in diverse parti della città, per il prossimo mese, magari inviti i soci a recarsi altrove rispetto alle “zone rosse”, oppure può organizzare attività da svolgersi online. In queste zone dove c’è alto contagio, dove ci sono 8 o 9 positivi su 10mila abitanti, non possiamo corre il rischio, dobbiamo evitare attività sociale e quando si fa vita sociale c’è assembramento per definizione, non c’è nessuna battaglia contro nessuno, ma c’è una lotta per evitare contagi».

Un provvedimento sanitario adottato per necessità, ha spiegato ancora Bucci: «In un circolo possono entrare persone che non sono sottoposte a controllo come avviene in un bar, dove ci sono le distanze e i tavolini per sedersi - ha chiarito - se un circolo si vuole codificare dal punto di vista delle norme sanitarie come un bar, lo aiuteremo a farlo».

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Di certo, ha continuato il sindaco, nei prossimi giorni l’ordinanza verrà rivista per aggiustare l’elenco di vie e strade in cui è in vigore: «Da mercoledì sera abbiamo ricevuto molti commenti e alcune cose sono già state introdotte nelle faq - ha detto Bucci - due sono molto importanti: davanti alle scuole nelle zone attenzionate se bisogna fare la coda bisogna stare fermi e aspettare: il bimbo e la mamma possono aspettare, e questo non è un problema. La seconda cosa riguarda i circoli. La motivazione dei circoli riguarda quelli che fanno assembramento, ce ne sono tanti in centro storico e Sampierdarena e su questi non faremo variazioni. Ci sono poi circoli che fanno attività molto diverse, dove l’assembramento è molto discutibile, e lavoreremo per un elenco di norme e situazioni per aiutare chi non corre il rischio di assembramento e contagio».

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