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Coronavirus, Bassetti: «Terza ondata più simile alla prima, fondamentali misure locali»

L’infettivologo genovese analizza l’andamento dell’epidemia in Liguria e spinge sull’istituzione di zone rosse, rosso scuro o bordeaux: «Non si osserva una situazione omogenea in tutta Italia»

La terza ondata di coronavirus - che pare ormai assodata - non ha le caratteristiche della seconda, quella di ottobre/novembre 2021, ma della prima. E cioè di quella che ha fatto deflagrare la pandemia in Italia, non in termini di numeri, ma di andamento.

La riflessione è dell’infettivologo Matteo Bassetti, che ha fatto notare come non vi sia di fatto una situazione omogenea in tutta Italia, ma «zone, città e provincie con focolai sparsi dove i contagi crescono e devono essere contenuti molto rapidamente attraverso l’istituzione di zone rosso o rosso scuso/bordeaux».

«Dare dati nazionali può non avere un significato su come sta andando realmente le pandemia in Italia - prosegue Bassetti - Meglio analizzare i dati delle varie regioni e delle varie province come numero di contagi, indice Rt e grado di pressione su ospedali e territori».

Il numero di contagi è d’altronde innegabilmente in salita in tutta Italia, e sono diverse le regioni che hanno già adottato misure a livello locale per tentare di contenere l’avanzata di una terza ondata che era stata predetta a gennaio, subito dopo le vacanze di Natale, è che invece arrivata inesorabile, quasi silenziosamente, con la diffusione delle varianti.

«Dobbiamo cercarle di più - ha sottolineato l’infettivologo genovese - In Italia si sequenziano solo 1.4 campioni ogni 1000 casi di covid, quasi 40 volte in meno che in Inghilterra. In ogni caso con la variante inglese  che abbiamo in discreta quantità anche a Genova non abbiamo osservato variazioni cliniche e sintomatologiche significative rispetto a chi si infetta con un virus non mutato».

Infine le proposte sui vaccini, finalizzate ad accelerare la campagna e a immunizzare quante più persone possibile: «Guardare e imparare da come hanno fatto altri paesi meglio organizzati di noi (Israele, UK, Usa, ecc) acquisti diretti extra-Eu, una sola dose a chi ha già fatto il covid utilizzando così la seconda dose per altri non vaccinati, vaccino Astrazeneca a tutte le fasce di età e a tutti i soggetti, inabilità al lavoro in ospedale, specie nei reparti covid, per chi non si vuole vaccinare, prima dose Astrazeneca a più persone possibili con modalità di massa senza differenziare priorità di rischio».

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