menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Covid, l’allarme dei medici liguri: «Terza ondata a gennaio sarà la peggiore, ci sarà anche una quarta»

Il presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri, Alessandro Bonsignore, annuncia: superate le feste l’impatto sarà maggiore, complice la concomitanza con l’influenza

La curva del contagio in Liguria (e in Italia) ha smesso di salire, ma ha anche smesso di scendere. È piatta, insomma, e per il presidente del Medici e Odontoiatri liguri, Alessandro Bonsignore, lo stop della discesa si tradurrà in una terza ondata forse di potenza ancora maggiore rispetto alla prima e alla seconda, proprio perché i contagi non sono arrivati a quota zero e per la concomitanza con l’influenza.

Bonsignore ne ha parlato nel corso di una diretta Facebook organizzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Matteo Rosso: «Il trend della pandemia è in diminuzione, siamo nella fase calante - ha spiegato - è anche vero che non stiamo assistendo a quel calo continuo e costante, e questo dipende dalla decisione del governo di riaprire e rendere tutto giallo in ottica economia e salvaguardia. Quello che ci spaventa è il fatto che molte delle decisioni vengano prese sulla base del momento e non con una visione di medio o lungo termine: sappiamo che a gennaio ci sarà una terza ondata, e non arriveremo scarichi».

Bonsignore è chiaro: l’andamento della pandemia di coronavirus segue quello della Spagnola, e «noi sappiamo cosa ci aspetta», ma «non arriveremo alla terza ondata con una riduzione importante dei contagi come accaduto con la seconda: primo perché siamo in periodo invernale, secondo perché ci sarà la concomitanza con la fase influenzale, che no è ancora iniziata».

La terza ondata è quindi ormai confermata a gennaio, e potrebbe colpire con più violenza rispetto alle precedenti. Anche sugli ospedali, che stanno lentamente tornando a una situazione gestibile ma che di fatto, ormai da marzo, aprono e chiudono reparti e spostano personale sulla base della crescita o della decrescita dei contagi. E per Bonsignore il problema è proprio questo.

«La situazione in ospedale è migliore soprattutto per la media e bassa intensità, che ci preoccupavano, ma non siamo arrivati a svuotare i pronto soccorso o i reparti ed è questo che ci preoccupa - ha spiegato - possiamo uscire da questa situazione con il vaccino, che invertirà la rotta. Saremmo arrivati in condizioni migliori se si fosse fatta un’opera di prevenzione e non di gestione momento per momento: il trend naturale della pandemia è in calo e bisognava agevolarlo, una riapertura importante fa sì che invece il trend di contagi si stia appiattendo e non sia più in calo».

Fondamentale, dunque, mantenere le misure di sicurezza anche in contesti familiari e amicali: distanze, mascherine, lavaggio mani. «Non possiamo nascondere il fatto che in questa annata così particolare immaginare di passare Natale da soli può essere una batosta psicologicamente - ha concluso Bonsignore - serve un equilibrio, per questo chiedevamo di tirare la cinghia prima e arrivare a Natale preparati, in modo da consentire pranzi in famiglia, quantomeno tra genitori, figli e nonni, e per questo avevamo suggerito che la popolazione giovane fosse sottoposta a tampone, per spostarsi e avere un certo grado di sicurezza».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Covid, Toti: «Dati positivi, oggi saremmo in zona gialla»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento