Coronavirus

Covid, in Liguria preoccupa la variante inglese. Bassetti: «Siamo pronti a una terza ondata»

L’infettivologo genovese chiarisce: «Potrebbe esserci una ripresa dei contagi la prossima settimana, per questo la clinica si è attrezzata»

Anche in Liguria sono stati registrati casi di coronavirus appartamenti alla cosiddetta “variante inglese”, e anche in Liguria ci si prepara a un’eventuale terza ondata di contagi.

La conferma è arrivata dall’infettivologo genovese Matteo Bassetti, che venerdì - giornata in cui è arrivata la conferma del passaggio in zona arancione - ha rassicurato sullo stato attuale degli ospedali e chiarito che le strutture si stanno attrezzando per far fronte a una terza ondata.

«Abbiamo riorganizzato gli argini della clinica Malattie Infettive - ha spiegato - Potrebbe esserci una ripresa dei contagi la prossima settimana, per questo la clinica si è attrezzata con un maggior contingente per la medicina territoriale e una grande collaborazione con i medici di medicina generale. Siamo arrivati a oltre 50 accessi diretti alla Clinica di Malattie Infettive dal domicilio. Abbiamo lavorato per attrezzarci se dovesse esserci la cosiddetta terza ondata»

Il prossimo mese sarà dunque fondamentale per capire come la curva dell’epidemia si svilupperà. A quasi un anno dal deflagrare dell’epidemia di coronavirus, il mese di marzo si rivelerà decisivo: «Se ci sarà la cosiddetta terza ondata di cui tanto parliamo, dovrebbe raggiungere anche la nostra regione tra questa settimana e le prossime quattro-sei - ha detto Bassetti - non si sa come andranno le cose, ma potrebbe esserci una ripresa dei contagi nelle prossime settimane. Per questo, la clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino si è attrezzata rifacendo alcune cose che avevamo fatto nel febbraio-marzo dell'anno scorso».

A preoccupare è, come detto, il fatto che anche in Liguria si siano registrati casi di varianti del coronavirus, in particolare di quella inglese: «Dal punto di vista clinico la circolazione nella provincia di Genova per la variante inglese ha una percentuale del 13% - ha detto il direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino - Parte di queste persone è stata ricoverata nei nostri ospedali. Ma non c’è stato un aumento di aggressività. Per quanto riguarda gli anticorpi monoclonali, abbiamo un protocollo per capire chi ne può beneficiare e stabilito una collaborazione con i medici di famiglia e un percorso di azione. Attendiamo il semaforo verde dalla struttura commissariale affinché ci renda disponibile questi farmaci».

«È evidente che vi è anche una diffusa preoccupazione, a livello governativo, sull’effetto delle varianti sia sudafricana, sia inglese che brasiliana - ha aggiunto il presidente della Regione, Giovanni Toti, commentando il passaggio della Liguria in arancione - Anche in Liguria abbiamo registrato alcuni casi di variante inglese, anche se in termini minori. Sono varianti la cui capacità di diffusione non è ancora nota e studiata, pertanto c’è stato un elemento prudenziale nella scelta del Comitato Tecnico Scientifico».

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