Coronavirus

Terza dose vaccino covid, Toti: «Dovremo pensare ai richiami del prossimo inverno»

«Secondo i dati di fase 3 pubblicati da Pfizer e BioNTech su 44mila soggetti tra i 12 e i 90 anni, gli anticorpi iniziano a declinare dopo 6 mesi, anche se la copertura sembra molto robusta». Così Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia

Durante il consueto punto stampa di aggiornamento sul covid, che martedì 4 maggio si è tenuto dal Palasalute di Imperia, il presidente della Regione, Giovanni Toti, per la prima volta ha parlato dei richiami del vaccino, ovvero non la seconda dose, quando prevista, ma di un'ulteriore somministrazione.

«Siamo alle prime e alle seconde dosi poi arriverà il momento in cui dovremo cominciare a mettere la testa ai richiami del prossimo inverno - ha detto Toti -. Ma sono convinto che il volume di vaccini sia la migliore garanzia per tutti, anche per le attività commerciali che potranno affrontare una stagione estiva serena. Avendo raggiunto la percentuale di soddisfazione per le fasce più a rischio partiremo come da programma con gli ultracinquantenni dall'11 maggio».

«Abbiamo affrontato rapidamente oggi in Consiglio regionale il tema dell'utilizzo di vaccini Astrazeneca e Johnson per le diverse categorie - ha detto ancora il governatore -. I percorsi di validazione con tempi compressi per tutti i vaccini oggi in uso ha creato un po' di confusione e disorientamento: ma occorre ribadire che il vaccino non lo sceglie il cittadino, viene somministrato da un medico sulla base delle indicazioni di Aifa ed Ema ritenute più appropriate per la categoria e la fascia di età in base allo stato di conoscenza del momento».

«Continuiamo a essere la prima regione nel rapporto tra vaccini somministrati e consegnati, oggi al 91%», ha detto Toti, anche se in realtà, stando a quanto riporta il sito del ministero della Salute, dove i dati sono aggiornati alle ore 6.11 del 5 maggio 2021, la Liguria è quinta, dietro a Marche, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Quanto dura la copertura del vaccino contro il coronavirus?

Tornando alla questione dei richiami, questa è legata alla durata dell'immunità conferita dal vaccino. «È uno degli argomenti di studio - spiega Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, in un'intervista a La Stampa -. Secondo i dati di fase 3 pubblicati da Pfizer e BioNTech su 44mila soggetti tra i 12 e i 90 anni, gli anticorpi iniziano a declinare dopo 6 mesi, anche se la copertura sembra molto robusta».

Quello che succede poi è «presto per dirlo, meglio attendere i dati che arriveranno tra 6 mesi». Intanto pensate a una terza dose? «Sì - conferma Marino - abbiamo attivato uno studio su questo con due motivazioni. La prima è capire se una terza dose dello stesso vaccino rinforzi la risposta immunitaria. E la seconda è che, in caso di varianti pericolose, sarebbe facile aggiornare il vaccino grazie alla duttilità della piattaforma Rna».

Quanto alle varianti del coronavirus Sars-CoV-2, «su inglese e sudafricana il vaccino risulta efficace, mentre su brasiliana e indiana non ci sono abbastanza dati». Possiamo sperare che l'immunità duri e che le varianti non si rivelino pericolose, «ma la principale speranza - precisa Marino - è che la pandemia regredisca in epidemia, non più globale e con meno contagi. A quel punto sarebbe più facile combatterla».

Ma in Italia raggiungeremo l'immunità di gregge? «Le vaccinazioni storiche dimostrano che le infezioni si possono fermare - risponde l'esperta - e il caso israeliano ne è una prova attuale. Presto verrà in aiuto anche la copertura dei giovani».

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