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Lunedì, 29 Novembre 2021
Coronavirus

Terza dose vaccino anti covid, Toti: «Ci stiamo già attrezzando»

La terza (o seconda) dose sarà da somministrare quando l'effetto del primo ciclo, probabilmente a fine anno per i primi immunizzati, andrà calando

Per completare l'immunizzazione «potrebbe essere necessaria almeno un'ulteriore dose», come ha ammesso anche lunedì 7 giugno il commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo. Ovvero la terza per i vaccini che prevedono il richiamo o la seconda per i monodose come Janssen di Johnson & Johnson.

«Sulla terza dose ci stiamo già attrezzando, ne ho parlato con il ministro Roberto Speranza nelle scorse settimane. Ci diranno Aifa e l'Istituto superiore di sanità dopo quanti mesi la dovremo somministrare: lo faremo verosimilmente a partire da novembre, dicembre e gennaio. Direi che, ormai, la campagna vaccinale è piuttosto rodata». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a Timeline su Sky Tg24.

La terza (o seconda) dose sarà da somministrare quando l'effetto del primo ciclo, probabilmente a fine anno per i primi immunizzati, andrà calando. E richiederà un richiamo con i nuovi vaccini a quel punto già resettati in modalità anti varianti. Ma a cosa serve di preciso la terza dose del vaccino contro il coronavirus e quando andrà fatta? Tutto parte dal problema della durata dell'immunizzazione. Ad oggi nessuno può dire con certezza per quanto tempo la protezione sarà valida anche se gli studi di fase 3 iniziati 8-9 mesi fa ci dicono che le persone vaccinate sono ancora protette e che in Gran Bretagna e in Israele, dove le vaccinazioni sono iniziate a dicembre, la protezione data dalle prime vaccinazioni è ancora valida.

Il tema è stato affrontato anche ad Agorà su Rai3 da Andrea Costa, sottosegretario alla Salute. «Assolutamente la terza dose» di vaccino anti-covid «sarà prevista. Gli studi attualmente ci dicono che indicativamente sarà l'anno l'arco temporale in cui questo richiamo dovrà essere fatto». E per allora «non saremo più in una situazione emergenziale: avremo una struttura organizzata sul territorio, ci sarà ovviamente la possibilità di una pianificazione e di un'organizzazione diversa. È chiaro che la medicina del territorio giocherà un ruolo fondamentale», ha detto Costa.

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