Tamponi, Toti: «Potenzialità di 3mila al giorno, ma ora non ne abbiamo bisogno»

Il governatore ligure spiega perché negli ultimi giorni il numero di tamponi è stato così altalenante, passando da poco più di 1.000 a oltre 2.600 e tornando a 1.400

La Liguria ha la capacità di processare 3.000 tamponi al giorno, ma «al momento i sanitari ci dicono che non è necessario farne 3.000». Lo ha spiegato il presidente della Regione, Giovanni Toti, replicando alla polemica sul numero di tamponi fatto in Liguria e sull’andamento altalenante dei test.

A mercoledì 3 giugno i test effettuati erano 110.006, di cui 946 effettuati tra martedì e mercoledì. Il giorno precedente, 1.273, quello prima ancora 1.424. La scorsa settimana si è toccato il picco, poco più di 2.600, ma l’obiettivo di 3.000 al giorno non è praticamente stato mai raggiunto, nonostante le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Sonia Viale, che aveva annunciato di avere chiesto alle Asl di aumentare la loro capacità settimanale di fare tamponi.

Interpellato sull’argomento, Toti ha spiegato che «i sanitari dicono che non abbiamo bisogno di farne 3mila, la potenzialità c’è, ma non c’è più bisogno di farne così tanti. Ci sono giornate da 2.600 -2.700 e altre da meno. Abbiamo analizzato ora con Alisa dove allargare .lo screening delle categorie da sottoporre a tampone secondo quelli che sono i requisiti e i criteri di necessità, ma essendo una prestazione a totale carico della pubblica amministrazione ci pare indebito usare soldi per tamponi inutili», 

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Toti ha comunque confermato che «stiamo ragionando su alcune categorie per non lasciare inalterata la possibilità dei tamponi. Da un punto di vista clinico ne abbiamo bisogno di meno, da un punto di vista di diagnostica territoriale e conoscenza e penetrazione del virus, testare alcune categorie potrebbe essere utile, ma vanno scelte con l’avvallo del nostro Comitato Scientifico». 

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