Coronavirus, cosa sono i tamponi “drive-through” e chi li può fare

In Liguria è partito oggi il programma di test direttamente in auto: su segnalazione e chiamata della Asl, i soggetti individuati devono presentarsi alla Fiera del Mare per essere sottoposti al tampone

Photo credit Ansa

Sono partiti oggi anche in Liguria i cosiddetti “tamponi drive-through”, tamponi che vengono effettuati direttamente in auto, un servizio svolto da Asl 3.

Già sperimentati in regioni come il Lazio e il Veneto, sono sfruttati per ottimizzare le risorse sanitarie e consentire al sistema sanitario di sottoporre al test del tampone (l’unico, al momento, in grado di ufficializzare la diagnosi di coronavirus) persone che attualmente si trovano in sorveglianza attiva, in attesa di diagnosi, o persone che sono state accertate come positive ma sono ormai senza sintomi. Il tutto senza effettuare visite a domicilio

In Liguria i tamponi in auto sono partiti nel territorio della Asl 3, con il punto di test allestito alla Fiera del Mare. Qui gli operatori sanitari accolgono le persone che sono state invitate a presentarsi su richiesta dell’Asl stessa, e in pochi minuti - 6, per la precisione - le sottopongono al tampone senza neppure farle scendere dall’auto.

«I tamponi vengono fatti alla Fiera del Mare, all'interno del padiglione Jean Nouvel - spiega il dottor Roberto Rosselli, responsabile dei professionisti della prevenzione Asl 3 - È stato allestito un percorso presidiato da operatori di protezione civile che va dall'ingresso del padiglione all'uscita. La persona testata non scende mai dalla macchina: l'operatore la identifica a distanza con un documento, la sottopone al test attraverso il finestrino e poi la congeda, tutto in 6 minuti e tutto con il minimo contatto e il massimo della distanza e della protezione».

Tra sabato e domenica sono state contattate circa 100 persone dalla Asl 3, e lunedì si sono presentate le prime: «Oggi è il primo giorno, arriveremo massimo a 35-40 persone, da martedì aumenteranno perché oltre a quelli che devono fare il secondo tampone ci saranno anche persone nuove, la platea potrà aumentare», chiarisce Rosselli.

A pieno regime, un operatore sarà in grado di sottoporre a tampone 70 persone: «Con una linea operativa composta da un unico operatore che esegue tamponi con le protezioni indispensabili si possono fare sino a 70 tamponi al giorno, uno ogni 6 minuti nelle fasce orarie 9-13  e 14-16 - spiega ancora Rosselli - con un secondo operatore possiamo aumentare sino a 140 tamponi. I vantaggi sono evidenti: il primo è l’esposizione di un solo operatore ogni 70 tamponati, mentre le squadre del Gsat di assistenza a domicilio, composte da due operatori, consumavano più dpi perché vanno di casa in casa. Qui la persona arriva, resta in auto e un solo operatore a distanza esegue il tampone, cambiando solo i guanti» 

Il secondo vantaggio riguarda la velocità: «In pochi minuti si esegue il test, il giorno dopo la persona torna per fare il secondo e nella migliore delle ipotesi abbiamo un responso in massimo 72 ore, visto che i laboratori impiegano dalle 24 alle 28 ore ad analizzare il tampone». Con i due referti negativi, Asl 3 certifica la guarigione e invia un certificato che consente il rientro al lavoro. In caso di tampone negativo, la persona rienta al domicilio, in quarantena, e dopo una settimana ripete tutta l'operazione.

Tamponi in auto, quali sono i requisiti

«Sottoponiamo a tampone persone che devono tornare a lavorare, già positive - spiega Rosselli - che sono adesso asintomatici e devono eseguire i due tamponi negativi previsti dalla circolare ministeriale per accertare la guarigione. Proprio oggi è inoltre uscita una nuova circolare regionale che prevede l'ampliamento e il potenziamento dell'offerta dei tamponi in auto anche a contatti di casi accertati, e cioè persone in sorveglianza attiva. Questo tipo di organizzazione è necessario anche per accertare la presenza di asintomatici, che come ormai diverse comunità scientifiche hanno accertato ci sono e possono essere potenziali diffusori. In questo modo si cerca di identificarli e circoscrivere i contatti a cascata, muovendosi a cerchi concentrici».

La Asl si occupa in autonomia di convocare le persone: «Non sarà possibile presentarsi in accesso diretto - ha sottolineato l'assessore alla Sanità, Sonia Vilae - senza avere ricevuto un appuntamento: chi lo facesse rischierebbe di incorrere nelle sanzioni previste in caso di accertamento da parte delle forze dell'ordine e della polizia locale».

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