Coronavirus, Galliera e Gaslini studiano un farmaco per combattere l'infiammazione

In tutti i cinque pazienti su cui si basa lo studio, l'uso del farmaco ha determinato la scomparsa della febbre, una drastica riduzione dei parametri infiammatori e un netto miglioramento del quadro respiratorio

Uno studio realizzato da infettivologi e immunologi degli ospedali Gaslini e Galliera di Genova ha testato l'efficacia e la sicurezza di un farmaco, l'Anakinra, un farmaco anti-infiammatorio, in grado di contrastare la risposta infiammatoria a livello polmonare causata dal Covid-19, da utilizzare nei primissimi giorni dalla comparsa del virus come valida alternativa all'utilizzo del Tocilizumab.

I primi risultati sono stati pubblicati lunedì 11 maggio sulla prestigiosa rivista Journal of Allergology and Clinical Immunology. L'Anakinra è un inibitore di interleuchina-1, una delle molecole più dannose prodotte nel corso della risposta infiammatoria più dannose a livello dei tessuti. Fin dalle prime settimane di emergenza è stato siglato un accordo di collaborazione specificatamente rivolto alla lotta contro l'infezione al Covid-19 tra gli ospedali Galliera e Gaslini.

Lo studio è stato coordinato dall'equipe degli infettivologi dell'ospedale Galliera diretti dal dottor Giovanni Cassola e dal dottor Emanuele Pontali insieme al gruppo di ricerca diretto dal dottor Marco Gattorno, direttore del Centro per le Malattie Autoinfiammatorie e Immunodeficienze dell'Istituto Gaslini, coadiuvato dal dottor Stefano Volpi. Da anni questo Centro del Gaslini ha focalizzato la sua ricerca sull'interleuchina-1 e sulle implicazioni cliniche legate all'inibizione di questa molecola.

In questo studio si descrive in modo dettagliato l'effetto del farmaco in 5 dei primi pazienti trattati. In tutti i pazienti l'uso del farmaco ha determinato la scomparsa della febbre, una drastica riduzione dei parametri infiammatori e un netto miglioramento del quadro respiratorio severo con cui i pazienti si erano presentati, liberandoli rapidamente dalla ventilazione assistita. Nelle settimane che hanno preceduto l'introduzione di questo trattamento, la maggior parte dei pazienti che arrivavano in ospedale in condizioni analoghe erano destinati al ricovero in rianimazione e all'intubazione.

I pazienti descritti in questo primo studio sono stati invece dimessi dopo 7-13 giorni, senza presentare effetti collaterali di rilievo, soprattutto altre infezioni batteriche sovrapposte. L'analisi più completa e approfondita dell'efficacia del trattamento, in tutti i pazienti trattati al Galliera con lo stesso approccio terapeutico nel corso della pandemia, è attualmente in corso e in attesa di pubblicazione.

Come si è arrivati a testare il farmaco Anakinra? «Ci sono sempre maggiori evidenze che la complicanza più severa dell'infezione da Covid-19 è legata a una esagerata risposta infiammatoria a livello polmonare, e che i farmaci anti-infiammatori utilizzati nelle malattie reumatiche hanno un ruolo cruciale nel ridurre l'impatto di questa terribile complicanza» spiega Marco Gattorno.

«Il primo farmaco di questo tipo ad essere utilizzato è stato un inibitore di interleuchina 6, il tocilizumab, sulla base dell'evidenza di più elevati livelli circolanti di interleuchina 6 nel sangue dei pazienti affetti da polmonite. Nel corso delle prime settimane di pandemia questo farmaco è stato ampiamente utilizzato. L'enorme afflusso di pazienti nel mese di marzo ha determinato una drammatica riduzione della disponibilità di tale farmaco» prosegue il dottor Emanuele Pontali infettivologo dell'spedale Galliera.

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«Su queste basi in diversi ospedali si è valutato l'impiego di farmaci anti-infiammatori con caratteristiche simili al tocilizumab, già ampiamente utilizzati in situazioni infiammatorie analoghe osservabili in Reumatologia» conclude Gattorno. L'esperienza nata dalla collaborazione Galliera-Gaslini sottolinea l'utilità di un trattamento precoce, da effettuare nei primi giorni dalla comparsa della severa polmonite da Covid-19.

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