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Decreto Natale: dalle seconde case alle visite ai parenti, cosa si può fare (e come)

Tre giorni di maggiore libertà, pur all'interno dei confini regionali, e poi lo stop sino al 6 gennaio compreso. Ma ci sono deroghe: ecco quali

Posso andare a trovare nonni e genitori? Posso raggiungere una seconda casa se è fuori regione? Posso andare a fare la spesa in un altro comune? Nei giorni che precedono l'entrata in vigore del decreto legge Natale (e non del dpcm) con cui il premier Conte ha reso più severe le misure anti contagio da coronavirus in tutta Italia, sono tantissimi i genovesi e i liguri che si domandano che cosa si può fare dal 21 al 23, e cosa si potrà fare - e come - dal 24 dicembre al 6 gennaio. E soprattutto come si potrà fare.

Il weekend appena trascorso è stato l’ultimo di shopping, e in generale di spostamenti liberi, prima del lockdown natalizio: migliaia di persone hanno invaso il centro città percorrendo via XX Settembre pedonale e raggiungendo poi via San Vincenzo e via San Lorenzo, dove sono state sistemate a terra frecce gialle per indirizzare i flussi dei pedoni, e il centro storico. E i riflettori ora sono puntati sulla seconda metà della settimana, quella in cui entrerà in vigore il decreto limitando di parecchio spostamenti e aperture.

Tre dunque i giorni in cui è ancora possibile spostarsi liberamente: lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 23 dicembre. Dal 24 dicembre, invece, scattano le misure previste per le feste: nei festivi e prefestivi quelle per le zone rosse (25, 26, 27 e 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio, negli altri giorni quelle per le zone arancioni. 

Nel primo caso, i giorni rossi, il riferimento è all’articolo 3 del decreto del 3 dicembre che stabiliva le zone di rischio in base al colore: in zona rossa non ci si può muovere da casa se non per lavoro, salute e necessità, si può fare una passeggiata intorno al palazzo e attività fisica in solitaria, come corsa o bici, nell’intera area comunale. Chiusi bar e ristoranti e anche molti negozi, eccezion fatta per quelli individuati nell’allegato al decreto del 3 dicembre.

Nel secondo caso, i giorni arancioni, gli spostamenti sono leggermente più liberi: ci si può spostare all’interno dei confini comunali, e i negozi sono aperti, mentre bar e ristoranti restano chiusi come in zona rossa con solo asporto e consegna a domicilio.

La “regola base” per i prossimi giorni, sino al 6 gennaio, resta comunque quella che non si può mai uscire dalla regione di residenza (se non per ragioni di lavoro, salute e necessità) e, nei giorni più stringenti, dal comune.

Decreto Natale, la deroga per i piccoli Comuni

Le novità del decreto Natale sono due. La prima riguarda i piccoli Comuni: come da richiesta di sindaci, Province e Regioni, è possibile spostarsi sempre dai Comuni con meno di 5.000 abitanti per raggiungere un altro comune nel raggio di 30 km, a patto che non sia un capoluogo di provincia. Un esempio: da Sori ci si può spostare a Pieve Ligure, ma non a Genova. A questo link l'elenco ai piccoli Comuni in provincia di Genova.

Decreto Natale, le visite ai parenti

Il Governo ha previsto inoltre un’altra deroga che riguarda i parenti e che resta in vigore nei giorni che vanno dal 24 dicembre a 6 gennaio: è possibile spostarsi verso un’abitazione privata, una sola volta al giorno e con autocertificazione (non si può, dunque, andare al mattino, andare via e poi ritornare al pomeriggio) a patto di farlo tra le 5 del mattino e le dieci di sera. Lo spostamento è consentito a due persone al massimo, ma non vengono calcolati i minori sotto i 14 anni. Due genitori e due figli minori, dunque, possono andare a trovare i nonni.

Seconde case, posso andarci? E quando?

Alle seconde case si può accedere liberamente in area gialla, e dunque 21,22, 23 dicembre in Liguria, ma solo se si trovano nell’area comunale o regionale, come previsto già precedentemente al decreto. Se la seconda casa è, per esempio, a Sestri Levante, e si abita e lavora a Genova, è possibile raggiungerla solo tra 21, 22 e 23 dicembre. 

Quando scatta l’area arancione, la seconda casa è raggiungibile solo se si trova nella stessa area comunale: se abito a Marassi, a Genova, e ho una seconda casa a Nervi, posso spostarmi. Se la casa vacanze è a Sori, no.

Il decreto prevede anche che “esclusivamente in area gialla, se la seconda casa è nella stessa regione, ma in un diverso comune, ci si potrà andare per tutto il periodo 21/12-6/1, ad eccezione dei giorni 25 e 26 dicembre 2020 e 1° gennaio 2021”. Una circostanza che non si può però verificare, visto che dal 24 al 6 gennaio i giorni sono tutti rossi o in alternativa arancioni.

La seconda casa non è luogo di ricongiungimento: se il partner si sposta nella seconda casa, quella di vacanza, in un’altra regione, non si può raggiungere sino al 7 gennaio.

Residenza, domicilio, abitazione

Il decreto conferma che resta in vigore quanto previsto dal dpcm del 3 dicembre: si può sempre fare ritorno alla residenza, al domicilio o all’abitazione, tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. 

Nel caso dell’abitazione, si intende “il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuati, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze)”. 

Sono escluse da questa definizione, come detto, le seconde case per le vacanze: i partner che per motivi di lavoro vivono in due luoghi diversi ma entrambi risiedono in una stessa casa possono tornarci quando vogliono e ritrovarsi lì, ma non si possono spostare con la stessa libertà nella casa delle vacanze. Un punto particolarmente controverso, questo, che ha generato parecchia confusione.

Genitori separati e parenti non auto sufficienti: ci si può spostare?

I genitori separati hanno una deroga, così come quelli affidatari: gli spostamenti sono consentiti sia tra regioni sia tra comuni, a patto che si rispetti il coprifuoco. La stessa cosa vale per chi deve prestare assistenza a parenti non autosufficienti.

Il governo apre anche a chi è solo, ma di fatto autosufficiente: il decreto di base non consente spostamenti extra comune o regione per andare a trovare persone sole, che possono però provvedere a loro stesse. È però l’autorità competente, e cioè il prefetto, a stabilire se nel caso specifico si tratta di uno spostamento per necessità sulla base delle caratteristiche della situazione.

Violazione del decreto Natale, le sanzioni e i controlli

Chi viola le disposizioni del decreto subisce una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.00 euro

Il cittadino che non condivide il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente può scrivere al prefetto per contestarlo.

I controlli, per il periodo delle festività natalizie, saranno massicci: ogni spostamento extra non consentito dovrà essere motivato da un’auto-certificazione, e le forze dell’ordine pattuglieranno stazioni, autostrade, strade a lunga percorrenza e anche tutti quei luoghi considerati come ritrovi, soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi. 

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