Dai gatti ai coniglietti, i vigili del fuoco in soccorso degli animali rimasti soli per il coronavirus

Numerosi gli interventi compiuti per recuperare quattro zampe rimasti in appartamenti di fatto "contaminati" per la presenza di persone contagiate: «Sono soccorsi a tutti gli effetti anche quelli»

Nei giorni in cui l’emergenza coronavirus entra di prepotenza, e in spesso in maniera improvvisa e inaspettata, tra le mura di casa, capita anche che ci siano persone costrette da un momento all’altro ad abbandonarle per correre in ospedale, lasciandosi dietro tutto. Anche gli animali domestici, che restano soli in attesa del rientro del padrone e che non possono essere recuperati a meno di non indossare le necessarie protezioni.

È in questi casi che entrano in azione i vigili del fuoco, che in queste giornate di lotta contro il covid-19 trovano anche il tempo di salvare i quattro zampe: «Io personalmente ho portato a termine due interventi di questo tipo - conferma Walter Pastorino, vigile del fuoco in servizio nella sede centrale di Genova - In un caso si è trattato di una coppia ricoverata che a casa ha lasciato due coniglietti. Nell’altro di un’anziana donna purtroppo deceduta, in casa con lei era rimasto il gatto».

Ovviamente, soprattutto in un caso come quest’ultimo, nessuno può entrare a recuperare l’animale senza le adeguate protezioni: «Si tratta di una zona che viene considerata contaminata a tutti gli effetti - spiega Pastorino - noi interveniamo con maschere, guanti e tutte le protezioni necessarie, recuperiamo l’animale e poi procediamo con la decontaminazione. Con noi ci sono quasi sempre le Guardie Zoofile per gestire l’animale dopo il recupero. Nel caso dei coniglietti se ne sono fatti carico i parenti, nel caso del gatto le guardie zoofile si sono occupate di trovargli una sistemazione».

Gli interventi di questo genere, nelle ultime settimane, sono stati parecchi: «Chiaramente li facciamo ogni volta che c’è bisogno, è il nostro lavoro - conclude Pastorino - Si tratta, alla fine, di un soccorso a tutti gli effetti. Ovviamente non arriviamo a sirene spiegate e se ci sono urgenze o emergenza diamo priorità, ma siamo consapevoli del fatto che in certi ambienti non può entrare nessuno tranne noi».

Anche Mario Pino, vigile del fuoco in servizio nel distaccamento di Multedo, si è ritrovato a fare alcuni interventi covid-19 in cui, all'interno degli appartamenti, erano presenti animali. Due cani, nel suo caso: «Io amo molto gli animali, e questo tipo di intervento mi colpisce molto - spiega - Si tratta di un'esperienza, e di un'emozione, nuove. Anche per le modalità, in generale: dobbiamo frenare il nostro naturale istinto di correre verso chi ha bisogno, e prenderci il tempo necessario per la vestizione e per adottare precauzioni. Tempo che sembra sprecato, ma che in realtà è fondamentale».

Nei due casi in cui è intervenuto Pino, negli appartamenti erano presenti persone anziane che non rispondevano al telefono e hanno fatto scatatre l'allarme. Soccorse le persone, e affidate alle cure del 118, i vigili del fuoco hanno trovato il tempo di aiutare anche i loro animali, che senza il loro intervento sarebbero rimasti privi di cure: «Ogni volta che interveniamo, partiamo dall'ipotesi peggiore, in questo caso quello del contagio. E ci comportiamo di conseguenza, adottando le massime precauzioni, anche se poi una volta sul posto la situazione riserva sempre qualche sorpresa. Tengo però a lanciare un messaggio: quello di stare a casa, che è quello più importante in questo momento, ma anche che la vita in ogni caso va avanti, che ne usciremo, e che dobbiamo cercare di farlo il meglio possibile».

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