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Sestri Ponente, sul "muro di gentilezza" c'è anche la "spesa in sospeso"

In via Puccini, dove qualche anno fa era nata l'iniziativa, alcuni residenti hanno lasciato generi alimentari per chi in questi giorni di emergenza non riesce a comprarli perché senza lavoro e senza reddito

In origine era nato come muro della gentilezza: prendendo spunto da quanto accaduto in altre città europee, a Sestri Ponente il muretto del marciapiede di via Puccini, quello che corre lungo il tracciato ferroviario, era diventato il “Muro della gentilezza”, un luogo in cui lasciare cappotti, maglioni e sciarpe in inverno a disposizione dei meno fortunati. 

Nei tempi di emergenza da nuovo coronavirus, lo stesso muretto ospita non più solo abiti, ma anche generi alimentari: pacchi di pasta, di farina, cibo in scatola a lunga conservazione per aiutare, ancora una volta, chi non riesce ad acquistare quanto gli serve per sopravvivere.

Sul muretto, dove già campeggiava il cartello “muro della gentilezza”, è comparso un altro cartello che riporta la scritta “spesa in sospeso”: un messaggio chiaro, diretto non solo a chi ha bisogno, ma anche a chi può lasciare una confezione di cibo in più per donarla a chi non può comprarla. 

Un’iniziativa che rispecchia la solidarietà dimostrata da molti genovesi negli ultimi giorni, in primis le attività commerciali aperte - panifici, pizzerie, ma anche supermercati - che hanno deciso di aiutare chi in questi giorni fatica a comprare da mangiare destinando loro merce rimasta invenduta o aprendo, appunto, dei “conti sospesi”, per consentire a chi vuole aiutare di pagare in anticipo per chi ha bisogno.

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