Coronavirus, nuovi posti per i senzatetto al Massoero e all'Ostello del Righi

Il Comune potenzia i servizi per chi non ha casa ed è costretto a trascorrere i giorni dell'epidemia in strada

L’emergenza coronavirus mette a dura prova il sistema anche per quanto riguarda la gestione delle persone più sfortunate. Per i senzatetto, infatti, il concetto di “restare a casa” non può essere applicato, e sono tanti i clochard che si ritrovano senza punti di riferimento e di assistenza in questi giorni di epidemia.

Il Comune di Genova ha quindi annunciato l’apertura di un nuovo spazio per l'accoglienza continuativa, 24 ore su 24, ricavato al secondo piano del Massoero. L'iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comune, la Comunità di Sant'Egidio e Agorà società cooperativa sociale (che già si occupa di recapitare spesa e farmaci a domicilio per chi non può uscire).

Venti in totale i posti disponibili, di cui oggi si prevede già la completa occupazione e che si aggiungono ai 36 già disponibili al primo piano del Massoero, gestiti dal Comune insieme ad Afet Aquilone onlus e Agorà, e a circa altri 100 offerti complessivamente dalle strutture sparse per la città, come previsto dal Patto per i senza dimora che riunisce realtà pubbliche e del terzo settore. All’interno delle strutture, gli ospiti senza uscire dalla struttura ricevono tre pasti al giorno in buste chiuse o già porzionati. 

Insieme agli enti è stato deciso che, per evitare il contagio e nel rispetto delle norme di sicurezza, gli ospiti possono uscire solo ed esclusivamente per comprovate e certificate ragioni di necessità. Il Comune ha anche individuato alcune stanze in cui ospitare chi, tra i senza fissa dimora, dovesse risultare positivo al virus o essere in quarantena.

Il Comune in queste ore sta inoltre attrezzando inoltre l'Ostello del Righi, che ha una capienza di ulteriori 54 posti, e sarà pronto a breve per l'accoglienza: ««In attesa del nuovo bando per la completa valorizzazione del bene - ha detto l’assessore con delega al Patrimonio, Stefano Balleari - il Comune ritiene opportuno utilizzarlo per far fronte a quest'emergenza: tutti devono avere la possibilità di stare a casa, anche se una casa non ce l'hanno».

«Fin dall'inizio dell'emergenza Coronavirus abbiamo trasformato le residenze da notturne in continuative, garantendo cioè un'accoglienza 24 ore al giorno invece che solo per dormire - ha detto Francesca Fassio, assessore alle politiche Socio sanitarie - Non possiamo obbligare nessuno ad andare in una struttura di accoglienza, ma anche grazie alle associazioni stiamo rintracciando tutti coloro che sono ancora in strada per invitarli a recarsi in una delle strutture: i posti ci sono. Non si tratta di numeri molto grandi, qualche decina di persone. Ringrazio i volontari e gli operatori, che stanno dimostrando grande disponibilità, impegno e senso di responsabilità, nonostante i pesanti limiti alla loro attività giustamente fissati dal decreto per garantire la sicurezza di tutti».

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