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Coronavirus, le Asl liguri si preparano all'autunno: nuove terapie intensive e assunzioni

In vista di un'eventuale seconda ondata, la giunta regionale approva oggi una serie di provvedimenti per il potenziamento della risposta ospedaliera

Sulla tanto temuta seconda ondata di coronavirus in autunno ancora non c’è parere concorde da parte degli esperti, ma il governo è stato chiaro: tutte le Regioni devono essere preparate, potenziando l’assetto ospedaliero e aumentando i posti letto dedicati.

Proprio in ottica potenziamento, oggi la giunta regionale approverà un piano territoriale finalizzato a potenziare in particolare le terapie intensive e sub-intensive, reparti che nel periodo del picco hanno causato maggiori criticità.

La Liguria ha previsto un aumento di posti letto dimensionato sul numero di posti letto occupati durante i picchi di questa primavera:  87 posti in Terapia Intensiva e altri 88 in semi intensiva, per un totale complessivo, con le dotazioni iniziali, di 355 posti, cui si aggiunge l'assunzione di personale per far fronte all'aumento dei posti, e dunque un fabbisogno teorico complessivo di 55 medici e 264 infermieri. 

«L’adempimento è previsto dal Decreto Rilancio - ha confermato l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - che chiede per l'autunno il potenziamento della terapia intensiva e semi intensiva, oltre che il potenziamento della rete di emergenza urgenza. Deve essere inviata al Ministero per la valutazione e il finanziamento. La pianificazione comprende inoltre alcuni interventi di adeguamento dei pronto soccorso per dividere i percorsi di covid e non covid diversificati su Dea di primo, secondo livello e sul pronto soccorso. Ci stiamo avvicinando alla fase autunnale attrezzandoci, nella speranza che non sia un picco come quello che abbiamo già passato».

«Cosa succederà nel prossimo autunno? Nessuno può saperlo e fare previsioni oggi equivale a quelle che furono fatte a gennaio per la pandemia incombente», aveva spiegato nei giorni scorsi l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Infettiva del San Martino, spiegando che «io credo che con il SarsCoV-2 ci dovremo convivere, conoscendolo meglio, ma, con questo, non vuol dire che saremo nuovamente travolti da una seconda ondata. Io sono fiducioso nei mezzi del nostro sistema sanitario e ottimista che, se si ripresenterà con le stesse caratteristiche di questa ultima coda, non dovremmo avere grandi problemi ad affrontarlo al meglio».

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