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Coronavirus e scuole superiori, torna la didattica a distanza per tutti

«So che per i ragazzi andare a scuola è importante, ma l'incidenza tra i 13 e i 19 anni era salita del doppio rispetto ad altre classi di età, segno evidente di circolazione aumentata nell'ambiente scolastico». Così il governatore Giovanni Toti

A seguito dell'ordinanza regionale numero 8/2021, che stabilisce che a decorrere dalle ore 00.00 dell'8 marzo fino alle ore 24 del 14 marzo le attività scolastiche e didattiche delle scuole secondarie di secondo grado si svolgano esclusivamente con modalità a distanza, per lo stesso periodo vengono sospesi i servizi aggiuntivi scolastici gestiti da Amt e svolti dagli operatori privati.

La sospensione riguarda sia i servizi scolastici urbani, caratterizzati dalle sigle Sc, sia i servizi scolastici dedicati in ambito provinciale. Oggi pomeriggio previsto un presidio di protesta sotto il provveditorato in via Assarotti, a cui partecipano insegnanti e studenti.

«Oggi (domenica ndr.) i dati mostrano una prima flessione della curva dei contagi, grazie alle misure che abbiamo preso. Credo dunque che le restrizioni sul ponente siano state opportune, così come sono opportune le restrizioni sulle scuole superiori - ha detto il presidente della Regione, Giovanni Toti, domenica sera -. La situazione è preoccupante non tanto per i ragazzi, che spesso non si rendono neanche conto di contrarre il covid ma perché sono un evidente veicolo di trasmissione verso le loro famiglie».

Coronavirus, il bollettino di domenica 7 marzo

«Se riusciamo a stare ancora in zona gialla - prosegue Toti -, se i ricoveri in Liguria oggi sono sostanziamente stabili è perché siamo intervenuti chirurgicamente dove serve, per categorie sociali o territori. In altre regioni d'Italia, anche quelle vicine a noi, la situazione non è così buona. I nuovi positivi sono un po' saliti, ma salgono molto di più in tutta Italia, e calano nell'imperiese, segno che le misure prese stanno dando gli effetti sperati. Nel savonese non ci sono cluster ma c'è una diffusione scolastica importante. La situazione a Genova è più tranquilla e l'area dello spezzino ad oggi è una delle più sicure nel territorio regionale».

«Siamo sotto il parametro del 30% di terapie intensive occupate sui posti covid - ha continuato -. Le tre che si sono aggiunte oggi sono tutte concentrate a Sanremo, dove abbiamo aperto una seconda unità di terapia intensiva con sette posti in più; ma anche in quell'area la curva del contagio sta calando, successivamente calerà la curva degli ospedalizzati e poi quella delle intensive, questo è il ciclo normale che abbiamo imparato a conoscere».

«Da due o tre settimane il triste bilancio dei deceduti non supera le due cifre - ha detto ancora il presidente -. Questo accade perché la Liguria sta correndo moltissimo nelle vaccinazioni di tutti gli ultraottantenni. Abbiamo somministrato ad oggi il 70% dei vaccini arrivati, ma in realtà abbiamo fatti più dell'80% dei vaccini Pfizer e Moderna mentre stiamo accumulando gli Astrazeneca per i quali cominceremo a prendere le prenotazioni da martedì».

«Abbiamo vaccinato più del 6% della popolazione - ha detto Toti -, nel resto d'Italia la percentuale è inferiore. Avevamo promesso più di 20mila vaccini questa settimana, in realtà stiamo sfiorando i 29mila. Nelle prossime settimana arriveremo a fare 45-50mila vaccini a settimana. Uno sforzo gigantesco, soprattutto su Asl1 dove anche oggi, domenica, sono stati fatti più di mille vaccini e dove abbiamo anticipato le vaccinazioni di insegnanti e forze di polizia. Oggi siamo arrivati a circa 3000 frontalieri vaccinati».

«Da martedì i medici di famiglia prenderanno le prenotazioni per i cittadini che appartengono alle categorie previste dal piano ministeriale dell'8 febbraio - ha detto ancora il governatore - compresi fragili e ultrafragili la cui situazione verrà valutata dagli stessi medici. Ho messo la didattica a distanza per tutte le scuole superiori fino a sabato, speriamo di non dover prorogare. So che per i ragazzi andare a scuola è importante, ma l'incidenza tra i 13 e i 19 anni era salita del doppio rispetto ad altre classi di età, segno evidente di circolazione aumentata nell'ambiente scolastico. Facciamo uno sforzo per un paio di settimane - ha concluso - e contemporaneamente andiamo avanti con la vaccinazione degli anziani, in modo da far tornare presto a scuola i nostri ragazzi in condizioni di maggiore sicurezza».

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