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Sabato, 22 Gennaio 2022
Coronavirus

Scuola, nuove regole: classe in Dad con un solo positivo

Aggiornato il protocollo sanitario. Prima la quarantena per tutti gli studenti scattava solo in presenza di tre casi nella stessa classe

Le classi tornano in didattica a distanza anche con un solo contagiato. Lo stabilisce una circolare del ministero della Salute e dell'Istruzione che aggiorna il protocollo sanitario. Il provvedimento si è reso necessario a causa della crescita del numero di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2: l'incidenza settimanale (stimata in oltre 125 casi ogni 100.000 abitanti) è infatti oltre il valore soglia di 50 casi, che consente un corretto tracciamento dei casi.

Pertanto si è ritenuto di sospendere - provvisoriamente - il programma di 'sorveglianza con testing' applicato a scuola come si legge nella circolare "Aggiornamento delle indicazioni per l'individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da Sars-CoV-2 in ambito scolastico" firmata da Gianni Rezza, direttore generale di Prevenzione del ministero della Salute, e da Jacopo Greco, Capo dipartimento del ministero dell'Istruzione.

Scuola, cosa cambia con la Dad

Come disposto nel provvedimento non occorreranno più tre positivi per la Dad: saranno gli stessi presidi a disporre la didattica a distanza dopo un solo caso positivo. Infatti il dirigente scolastico, venuto a conoscenza di un caso covid confermato nella propria scuola, è autorizzato a disporre la Dad per l'intera classe mentre sarà la Asl competente a disporre la quarantena per i 'contatti stretti'. 

"Abbiamo modificato il protocollo prevedendo tre positivi per la Dad considerato che c'è un forte aumento dei contagiati tra gli under 12, che non sono ancora vaccinati" ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ospite di 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1. "Abbiamo ritenuto prudente - conclude - facendo una scelta condivisa con le Regioni, di tornare alla previsione iniziale".

"Siamo stati facili cassandre" commenta Antonello Giannelli, presidente dell'associazione dei Presidi. "Avevamo lanciato l'allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione n. 1218 del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento" conclude Giannelli.  

Quanto fa male la Dad

Un provvedimento dunque molto difficile da prendere anche perché gli effetti della didattica a distanza sono tutt'altro che lievi su apprendimento e salute psicologica degli studenti, come riporta Today.it. Come rileva un recente sondaggio nell'ultimo anno scolastico - caratterizzato dalla didattica a distanza - quasi 9 studenti italiani su 10 (88%) hanno riscontrato difficoltà didattiche o psicologiche.

"Il 57% degli studenti ha chiuso l'anno con lacune in una o più materie, a fronte di una media nazionale del 47%" spiega un sondaggio di Kantar per GoStudent, condotto su un campione di circa 12mila tra studenti (da 10 a 18 anni) e genitori in sette Paesi europei (Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Germania e Austria). "Oltre 4 ragazzi su 10 (43%) hanno però fatto fatica a concentrarsi in una classe online. Il 37% degli studenti ammette di aver avuto difficoltà a capire il materiale didattico, il 20% dei ragazzi ha poi trovato difficoltà con gli strumenti tecnologici a disposizione, e il 19% ha avuto problemi di accesso a una rete wi-fi e/o a un pc per fare i compiti e assistere alle lezioni. Il 16% ha infine lamentato la mancanza di spazio in casa per poter fare lezione senza distrazioni".

effetti dad-2

Ma è guardando al rendimento che i dati sono allarmanti. Il 47% degli studenti ha riferito di aver maturato lacune in una o più materie. Tra queste la matematica è al primo posto (25%), seguita dall'inglese (11%). Nelle famiglie con entrate mensili oltre i 4mila euro, ha lacune il 43% dei ragazzi (il 24% in una materia, e il 19% in due o più). Sul fronte opposto, sotto i 1.500 euro di reddito le lacune toccano il 57% degli studenti (il 30% in una materia e il 27% in due o più). Ad aver preso ripetizioni è l'8% dei ragazzi, a fronte di una media europea del 16%.

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