Coronavirus e scuole, Bassetti: «Mascherine per 6 ore? Non condivido». E minaccia denuncia

L'infettivologo genovese chiarisce il suo punto di vista sull'imposizione dei dispositivi di protezione sui banchi, puntando poi il dito contro chi lo attacca sui social network

«Lasciare bambini di 6, 7 o 8 anni per 5-6 ore o anche più in classe con le mascherine du naso e bocca alla lunga può essere controproducente»: Matteo Bassetti torna a esprimersi sulla situazione coronavirus in Italia, questa volta concentrandosi sulla riapertura delle scuole, fissata in Liguria al 14 settembre.

L’infettivologo genovese, direttore della clinica Malattia Infettive del San Martino, ha ripreso l’intervento sull’uso dei dispositivi di protezione a scuola di cui è stato protagonista a Omnibus, su La 7, chiarendo che a suo parere far indossare la mascherina per un tempo prolungato ai bambini non è un provvedimento che condivide. Poi Bassetti ha spostato il focus sugli attacchi di cui è stato oggetto nelle scorse settimane proprio per le esternazioni legate al coronavirus, non sempre condivise e in certi casi contestate duramente soprattutto sui social network.

«Non ho bisogno che qualcuno, autonominatosi esperto di infezioni (che magari fino a ieri faceva il ginecologo, il gastroenterologo, il dietologo, il medico di bordo o l’ortopedico) mi sottolinei l’importanza dell’uso della mascherina chirurgica - prosegue - So bene che noi medici le utilizziamo per molte ore senza esserci mai lamentati di questo. Nel reparto che dirigo, su mia disposizione, le abbiamo iniziate a utilizzare obbligatoriamente dal 21 febbraio per tutti i nostri turni di lavoro. E ancora le utilizziamo. Ben prima quindi delle disposizioni governative e che alcuni sanitari si accorgessero della loro esistenza».

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«Continuo a pensare che vi siano troppi medici che parlano di prevenzione e cura delle malattie infettive, senza averne la minima capacità e competenza», conclude l’infettivologo genovese («lo faccio dal 1999, non ho iniziato a occuparmene a marzo 2020»), che qualche ora dopo ha annunciato l’intenzione di procedere per vie legali contro alcuni commenti piovuti su Facebook: «Insultare in questo modo, oltre che ledere la professionalità altrui, è anche un reato - ha sottolineato - Di quest’ultimo se ne occuperà il mio avvocato. Sappiano questi personaggi che mi stanno solo dimostrando che sono sulla retta via. Io non mollo di un millimetro».

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