Dall'Acquasola a De Ferrari: doppia protesta contro la "scuola fantasma" e la didattica a distanza

Due manifestazioni a tema scuola in centro: da una parte banchi e sedie vuote, dall'altra cartelli colorati

Sabato all’insegna delle proteste per la gestione della scuola in tempi di coronavirus a Genova. Due manifestazioni sono andate in scena a distanza di poco tempo una dall’altra, e in due luoghi diversi, per puntare i riflettori contro la situazione in cui oggi si trovano studenti, genitori e insegnanti. 

La prima manifestazione si è tenuta all’Acquasola per chiedere a gran voce di riaprire le scuole e protestare contro la didattica a distanza che sta ormai da mesi caratterizzando il percorso di studio in questo periodo di pandemia da covid-19.

Il presidio è stato organizzato dal gruppo “Riapriamo la scuola della Costituzione”, un gruppo che conta circa 400 persone e che è nato ad aprile per chiedere al governo di non penalizzare, appunto, il mondo della scuola. I manifestanti si sono dati appuntamento al parco dell’Acquasola, con cartelli colorati e striscioni per trasmettere il loro messaggio.  

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«Crediamo che non si possa rinunciare alla scuola in presenza - spiegano gli organizzatori della manifestazione - Né che lo si debba fare: siamo sicuri solo a scuola. Tutti noi. I bambini, i ragazzi e gli insegnanti, che in classe rispettano un protocollo severo. E di conseguenza le loro famiglie. La scuola è socialità, scambio in presenza, relazione. La scuola chiusa, a tutte le età, è un danno che facciamo ai figli di oggi, cittadini di domani. Altri sono i provvedimenti che bisogna prendere per contenere il contagio, a partire dal trasporto pubblico e dal potenziamento della medicina territoriale».

La seconda manifestazione si è tenuta in piazza De Ferrari, dove sono comparse file ordinate di banchi e sedie, vuoti, posizionati davanti alla fontana. A organizzarla il coordinamento È già settembre: ribattezzata “La scuola fantasma”, punta i riflettori contro lacune che non riguardano strettamente il coronavirus ma «i mancati investimenti in assunzioni, spazi, trasporti pubblici, sanità territoriale. Vogliamo tornare a scuola e restarci in sicurezza - spiegano dal coordinamento - Portiamo in piazza la scuola fantasma, apriamola alla città, perché senza la scuola nessuno si salva. La scuola è salute e va garantita investendo soldi nel welfare».

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