Covid, Sansa all'attacco: «In Liguria niente è sotto controllo». Lista Toti: «Strumentalizza»

Botta e risposta tra l'ex candidato alla presidenza della Regione, ora consigliere di opposizione, e Cambiamo, che appoggia l'attuale presidente

Ancora un botta e risposta tra Ferruccio Sansa, ex candidato alla presidenza della Regione Liguria e consigliere di opposizione dopo le elezioni, e la lista Cambiamo con Toti, che appoggia l’attuale presidente Giovanni Toti.

Dopo avere annunciato di avere sintomi da covid-19 e di non essere riuscito a essere preso in carico dalla Asl 3, Sansa è nuovamente tornato all’attacco via Facebook, definendo al situazione in Liguria «fuori controllo. Eppure, lo abbiamo raccontato con esperienze dirette, troppo spesso non si fa tracciamento dei contatti dei contagiati. Non si usa Immuni. Così si abbandona la gente alla seconda ondata. Non è polemica. È un allarme, prima che sia tardi».

Sansa, il cui figlio è risultato positivo alla covid-19, ha quindi elencato una serie di dati: «Domenica il 23,4 per cento dei liguri testati per la prima volta con tampone è risultato positivo. Uno su quattro, è la peggior regione d'Italia. La seconda nella terribile classifica ha la metà dei contagi (Friuli con 12,1%). Ma ci sono regioni con un quindicesimo dei contagi della Liguria (1,4%). I dati di ieri parlano di 386 positivi su 1.647 primi tamponi. I ricoverati con sintomi ieri erano 238, mentre in Lombardia sono 433 (con una popolazione però di quasi 10 milioni di persone contro 1,5 milioni). In terapia intensiva ci sono 26 persone contro le 48 della Lombardia. Dal 25 settembre all'8 ottobre i casi di covid in Liguria sono stati 1.603 (1,5 milioni di abitanti), in Emilia Romagna 1.928 (però con 4,4 milioni di abitanti)».

«Di fronte a questi numeri - ha concluso Sansa - sfidiamo chiunque a dire che la Liguria sta affrontando bene il covid. E, nonostante questo, tracciamento e Immuni sono spesso fantascienza.  Qui non è questione di fare polemica, ma di curare e salvare persone. Qui è anche questione di evitare all'economia un altro lockdown che sarebbe fatale».

All’attacco di Sansa hanno risposto dal gruppo Cambiamo con Toti presidente: «Che triste la strumentalizzazione della malattia. Sapere che qualcuno, anche un membro dell’opposizione chiaramente, sta male, è preoccupato o ha paura sicuramente dispiace. Ma poi bisogna andare oltre e capire quanto ci sia di vero o strumentale nel racconto di una persona che prima si fotografa con il saturimetro al dito, descrivendo scenari e sintomi apocalittici, e poco dopo trova le forze per farsi intervistare in tv, in prima serata, da Giletti».

Il riferimento è al collegamento tra Sansa e Massimo Giletti andato in onda a “Non è l’Arena”, domenica: «Invece di fare tante polemiche, facciamo un po’ di chiarezza. A noi pare che, al di là dell’attesa per il responso di un tampone, la diagnosi sul figlio del consigliere Sansa sia arrivata in 48 ore. Nelle ore successive lui e tutti i suoi familiari, nonni compresi, sono stati sottoposti a tampone. La Asl ha già chiarito che tutte le procedure sono state correttamente eseguite: accertata la positività del caso, i contatti stretti sono stati messi in sorveglianza attiva e sono stati programmati i due tamponi di verifica, di cui il primo è già stato eseguito. E ad oggi al Dipartimento di Prevenzione o agli Uffici della Direzione Sociosanitaria non è arrivata nessuna ulteriore richiesta da parte del medico di famiglia, che probabilmente stava cercando di curare dei sintomi limitati. Perché di questo si tratta, sennò se Sansa avesse avuto, come a tratti ha insinuato, sintomi peggiori, sarebbe già stato ricoverato in ospedale invece di essere in una trasmissione televisiva. 

Perché avere il Covid può far star male, ma di Covid si può anche guarire da casa. Nella maggior parte dei casi, per fortuna. Oppure può comportare complicanze e allora nella nostra Regione ci sono ospedali attrezzati per questa eventualità».

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«Perciò - concludono dalla lista Toti - oltre ad augurare all’ex giornalista una pronta guarigione per lui e tutta la sua famiglia, speriamo anche che si abbia un po’ più di rispetto per medici e operatori sanitari che combattono con professionalità ogni giorno per sconfiggere il virus e non meritano che il loro lavoro venga infangato... né sui social né in diretta Tv davanti a tutto il Paese».

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