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Covid, cluster al San Martino: «Positiva anche un'infermiera che ha rifiutato il vaccino»

Il focolaio deriva dalla variante inglese ed è stato registrato al primo piano del Padiglione Maragliano. L'ira del presidente della Regione Toti: «Discutibile che chi lavora con pazienti più fragili decida di non vaccinarsi»

Un nuovo cluster di coronavirus è stato registrato all’ospedale San Martino, dove è risultata positiva anche un’infermiera che ha rifiutato il vaccino.

La notizia è stata confermata anche dalla direzione sanitaria del Policlinico, che ha sottolineato che il cluster deriva dalla variante inglese ed è stato registrato al primo piano del Padiglione Maragliano: «È risultata positiva anche un’infermiera che si era rifiutata di sottoporsi alla vaccinazione», ha reso noto il policlinico.

Le strutture complesse di Igiene e di Malattie Infettive, coordinate rispettivamente dal professor Giancarlo Icardi e dal professor Matteo Bassetti,hanno attivato le procedure di sicurezza previste dal protocollo per la ricerca di eventuali contagi tra i pazienti ricoverati.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, che ha definito «discutibile» la presenza di«infermieri che non abbiano protetto se stessi e i pazienti con i quali lavorano con il vaccino. Chi lavora in quel settore ha il dovere di vaccinarsi», ha detto il presidente della Regione, sposando di fatto la linea sostenuta dal direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino, Matteo Bassetti.

«Ho parlato con il direttore generale del San Martino per un caso di un’infermiera positiva che nel padiglione Maragliano, Medicina Generale, è risultata positiva. Non c'è nulla di particolarmente grave in tutto questo, ma ritengo discutibile che ci siano infermieri, operatori sanitari e medici che si sono rifiutati di proteggere loro stessi con il vaccino e che non facendolo non proteggono neanche i degenti dei reparti in cui lavorano».

«C’è una legislazione che non ci consente di intervenire in questo caso, forse anche giustamente, impedendo alle persone che non vogliono vaccinarsi di svolgere attività - ha aggiunto Toti - perchè sarebbe una discriminazione e non vogliamo farlo, ma chi fa l’infermiere e l’operatore sanitario, chi opera a contatto con i cittadini più fragili, credo abbia il dovere di vaccinarsi visto che ci sono tante persone che sono in coda e lo stanno aspettando. Stiamo facendo uno screening e ci auguriamo che la situazione non sia troppo impattante, ma sapere che può essere stata procurata da qualcuno che ha rifiutato di vaccinarsi è qualcosa che lascia l’amaro in bocca e credo che il governo debba farsi carico di questa cosa».

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