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San Martino, calano ancora i ricoverati: chiude uno dei nuovi reparti covid

Buone notizie dal policlinico, hub regionale per la gestione dell’emergenza coronavirus: l’area aperta appositamente per i ricoveri tornerà alla sua finalità iniziale, un nuovo polo chirurgico

Nuovo, importante traguardo per l’ospedale San Martino, hub regionale della gestione dell’emergenza coronavirus. Dopo il costante calo dei ricoveri, la direzione sanitaria ha deciso, in accordo con Alisa, di chiudere l’area per la gestione di pazienti covid realizzata appositamente al quinto piano della palazzina laboratori.

I pazienti ricoverati nell’area, inizialmente destinata a un nuovo polo chirurgico per l’ospedale e realizzata a stretto giro proprio per aumentare la capacità di posti letto, sono stati infatti tutti dimessi o spostati negli altri reparti del policlinico. Nel picco dei ricoveri, sono stati 40 i pazienti gestiti al suo interno, su una capacità massima di 65 posti letto. Gli spazi verranno sanificati e igienizzati nei prossimi giorni, e (salvo imprevisti o un nuovo picco di ricoveri) verrà utilizzata per la sua finalità originale.

Al San Martino, a venerdì pomeriggio, i pazienti ricoverati 166, di cui 21 in Malattie Infettive, 27 nelle tre rianimazioni, 6 nell’area sub intensiva, 11 al Padiglione 10, altri 61 al Padiglione 12, 21 al Maragliano, altri 19 al primo piano del pronto soccorso. 

La direzione del San Martino ha inoltre sottolineato che a oggi può contare su reparti chirurgici Covid-free e sufficienti sale operatorie per proseguire gli interventi di chirurgia oncologica e gli altri interventi di alta specializzazione, non differibili. 

«Gli stessi sono stati messi a disposizione anche delle altre aziende del sistema sanitario regionale, nell’ambito del programma Covid-chirurgia, varato con Alisa e coordinato dal professor De Cian - chiariscono dal policlinico, smentendo eventuali convenzioni esterne con cliniche private  - Sono state così stipulate apposite convenzioni con altre aziende del territorio metropolitano (vedi Galliera ed Evangelico), per permettere ai loro professionisti di venire a operare in sicurezza presso le nostre strutture».

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