Sampierdarena, la tappezzeria senegalese che diventa un laboratorio per produrre mascherine

Ndongo e Tapha, padre e figlio, sono i titolari dell'attività di via Sampierdarena prima dell’emergenza coronavirus era specializzato in rivestimenti per il settore nautico. Da qualche giorno si sono messi a produrre protezioni, ma hanno bisogno di aiuto

Hanno aperto il laboratorio ormai anni fa per lavorare sui rivestimenti nautici, un settore per quanto possibile “sicuro” in una città come Genova. Almeno sino all’epidemia di coronavirus, che ha cambiato radicalmente l’intero mondo costringendo tutti a fare i conti con un nemico invisibile e insidioso che oltre a minare la salute interviene anche sui rapporti umani e sociali.

E così, Ndongo e Tapha, padre e figlio arrivati in Liguria dal Senegal, dopo i primi giorni di chiusura obbligata della loro tappezzeria di via Sampierdarena, hanno deciso di tornare al lavoro, questa volta però per fabbricare qualcosa di preziosissimo in questo periodo di emergenza sanitaria: mascherine.

Rialzata la saracinesca per raggiungere le postazioni, entrambi si sono seduti alla macchina da cucire e hanno iniziato a confezionare le protezioni, ma via via che la produzione andava avanti si sono resti conto che a mancare erano gli elastici per fissare. E hanno lanciato un appello, che nel giro di poche ore è stato raccolto dalla Bottega delle Mercerie di via Donizetti, a Sestri Ponente.

A fare da tramite l’assessore al Territorio del Municipio Medio Ponente, Massimo Romeo: «Ho raccolto la disponibilità di questo laboratorio e mi sono attivato per mettere in moto la “macchina della solidarietà” - spiega a GenovaToday - Mi hanno chiamato anche singoli cittadini per mettere a disposizione ciò che avevano in casa, alcuni hanno offerto scorte di elastici, altri addirittura camere d’aria di gomme da bici per tagliare a pezzetti. La risposta è stata grande e pronta, e già questa mattina andrò a prendere gli elastici donati dalla merceria, circa 100 metri, e li porterò al laboratorio».

tappezziere mascherine

Gli elastici sono stati recapitati venerdì mattina, in modo da consentire a Ndongo e Tapha di proseguire con il loro lavoro: «Ancora non è chiaro come verranno distribuite - aggiunge Romeo - Sicuramente sono a disposizione del territorio, magari per qualche struttura per anziani che ne ha bisogno. Questa sera avremo pronte una settantina di mascherine, quindi chi vuole donare elastici e può farlo si mobiliti, noi ci attiveremo per consegnarle a chi ha bisogno».

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