Domenica, 26 Settembre 2021
Coronavirus Centro / Piazza Corvetto

L'ira dei ristoratori in zona arancione, corteo in centro e traffico bloccato: «Fateci lavorare»

Quarta manifestazione dei titolari di bar e ristoranti, particolarmente tesa dopo il passaggio improvviso in zona arancione e la perdita del giorno di San Valentino

«Non siamo interruttori da accendere e spegnere quando volete»: quarta manifestazione dei ristoratori, baristi e operatori della ristorazione a Genova, all’indomani da una giornata, quella di San Valentino, in cui molti hanno deciso di tenere aperto ugualmente in segno di protesta nonostante l’ingresso in zona arancione.

Manifestazione ristoratori, Sopraelevata bloccata

I partecipanti alla manifestazione hanno prima "occupato" la rotatoria di piazza Corvetto e parte di via Roma bloccando il traffico, poi dalla Prefettura si sono spostati lungo via XII Ottobre per raggiungere via XX Settembre. Da lì, poco prima delle 16 hanno raggiunto la Sopraelevata, bloccando il traffico in entrambe le direzioni, un migliaio di persone con cartelli, striscioni e fischietti che hanno invaso le corsie della Aldo Moro.

Il serpentone di ristoratori, poco dopo le 16.30, una volta percorsa tutta la Sopraelevata (riaperta proprio intorno alle 16.30) sino alla Foce è arrivato in viale Brigate Partigiane, dove alcuni residenti si sono affacciati alle finestre sventolando tovaglie, applaudendo e manifestando la loro solidarietà.

Alle 17.30 il corteo è arrivato in via XX Settembre, bloccando un'alta volta il traffico: la manifestazione ha causato, prevedibilmente, pesanti ripercussioni sulla viabilità, con code e rallentamenti dalla Foce sino all'altra estremità della Sopraelevata e nelle zone limitrofe.

La protesta dopo il San Valentino annullato

I “ristoratori uniti Liguria”, così è stato ribattezzato il gruppo che coordina le manifestazioni, si erano dati appuntamento con il passaparola lunedì pomeriggio per protestare a voce ancora più alta dopo il fine settimana di polemiche: a meno di 48 ore dal pranzo domenicale di San Valentino, che aveva già fatto registrare il tutto esaurito, è arrivata la notizia della firma dell’ordinanza con cui il ministero della Salute faceva finire la Liguria in zona arancione a partire da domenica mattina.

Per i ristoratori liguri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: domenica alcuni hanno tenuto aperto accettando la multa - tra loro anche lo chef stellato Ivano Ricchebono - la gran parte si è data appuntamento alla manifestazione di lunedì pomeriggio. Un appello è stato rivolto anche a chi non c'era e ai clienti, chiedendo di appendere una tovaglia alle finestre e ai balconi in segno di solidarietà.

«Abbiamo visto disattese le rassicurazioni del governo nazionale e locale su adeguati sostegni economici, sensate regole di conteimento del contagio, giustificata programmazione delle chiusure - spiegano i ristoratori - lasciandoci così di fatto in totale abbandono ad affrontare le oggettive difficoltà di gestione della nostra attività. Vogliamo lavorare, nel rispetto delle regole».

VIDEO | Sopraelevata bloccata, il corteo di protesta dei ristoratori in centro a Genova

I punti critici su sui ci concentrano i ristoratori sono “l’inadeguatezza e l’insufficienza dei ristori per affitti, utenze, tasse, tributi, costo del personale, commercialisti e consulenti del lavoro”, e ancora i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione, l’assenza di sussidi familiari e quella che definiscono “l’insensata chiusura serale” e il computo della Tari.

A questo si aggiunge poi «la comunicazione di chiusura giunta a poche ore dalla giornata di San Valentino», che oltre alla perdita dell’incasso ha gravato anche per la spesa e le provviste acquistate. I ristoratori promettono «protesta a oltranza, perché il tempo a disposizione affinché le attività non debbano chiudere è finito».

Alla protesta di lunedì hanno aderito, oltre al comitato Ristoratori Uniti, anche Fipe Confcommercio, Fiepet Confesercenti e Federazione Cuochi Genova.

Bucci scrive a De Caro: «A rischio la coesione sociale in Liguria»

Alla luce delle proteste esplose nelle ultime 48 ore, il sindaco di Genova e presidente di Anci Liguria, Marco Bucci, ha inviato oggi una lettera al presidente nazionale dell’Anci, Antonio Decaro, per chiedere a nome di tutti i sindaci liguri che la programmazione di ulteriori restrizioni da adottare nei diversi territori avvenga «con tempistiche appropriate» a favore di una «progressiva transizione verso misure più restrittive».

«Il repentino passaggio di alcune Regioni da zona gialla a zona arancione ha provocato forte scontento in particolare da parte dei ristoratori, che hanno visto sfumare la possibilità di tenere aperti i propri esercizi in una serata, quella di San Valentino, che avrebbe rappresentato una boccata di ossigeno in un periodo così complesso e difficile per loro - scrive Bucci - Seppur chiara la necessità di preservare il paese dal rischio di una terza ondata, riteniamo che nel confronto con il Governo e nelle fasi di negoziazione, sia necessario porre con maggiore forza la necessità di trovare un punto di equilibrio tra salute pubblica e tenuta economica, in modo da ridurre al minimo la percezione di indifferenza che sta alla base di posizioni ‘rivoltose’ rispetto alle disposizioni di legge».

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