Coronavirus, tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta

Anche la Regione Liguria ha recepito l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza

Anche la Regione Liguria si allinea con il resto d’Italia e impone tampone obbligatorio per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna, un provvedimento adottato dopo la sempre maggiore crescita di casa da coronavirus “importati”.

In Liguria infatti, come in diverse altre regioni, i rientri dei residenti dai luoghi di vacanza hanno portato a un nuovo aumento di contagi. E il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo il vertice con le Regioni, ha confermato: «Ho appena firmato una nuova ordinanza che prevede test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Inoltre si aggiunge la Colombia alla lista dei Paesi per cui è previsto divieto di ingresso e transito. Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrifico di tutti».

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha confermato che il provvedimento è in vigore anche in Liguria per tutte le persone che provengono dai paesi indicati da Speranza: «Chiunque provenga da quei paesi dovrà fare un test molecolare nelle ore prima della partenza da mostrare al proprio arrivo, oppure dovrà segnalarsi alla Asl del territorio per sottoporsi a un tampone appena rientrato in Liguria - spiega ancora Toti - La situazione covid sul nostro territorio è sotto controllo, gli ospedali non hanno alcuna pressione di nuovi malati, gli uffici di prevenzione lavorano costantemente per tracciare ogni contatto. Impegniamoci tutti per non vanificare gli sforzi fatti finora e continuare sulla via della ripresa».

I liguri che hanno scelto di volare in Spagna, Grecia, Croazia o a Malta in cerca di spiagge e paesaggi mozzafiato, ma anche di movida, dovranno quindi scegliere tra effettuare un test prima della partenza, in modo da mostrare i risultati all'arrivo in Liguria, oppure segnalarsi alla Asl del proprio territorio, facendo presente di essere appena rientrato dai paesi inseriti da speranza nella lista attenzionata. Non è specificato, invece, se chi rientra dall'estero debba stare in isolamento domiciliare sino alla ricezione del risultato del tampone (cosa molto probabile).

Più polemico il commento di Sonia Viale, assessore alla Sanità della Regione Liguria, che punta il dito contro la messa in pratica di un provvedimento di questo genere: «Come avevo anticipato la competenza non poteva che essere del Governo. Stiamo parlando di sanità internazionale e rapporti tra Stati. Peccato che alla fine come sempre siamo arrivati ad avere indicazioni alla vigilia di ferragosto: non si poteva prevedere che ad agosto gli italiani sarebbero andati in ferie anche in paesi quali Grecia, Malta, Spagna e Croazia?». 

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«Non si poteva prevedere - prosegue Viale - un piano per il loro rientro senza dover scaricare nuovamente sulle Asl il compito di fare ciò che dovrebbe essere fatto dal Ministero della salute nei porti ed Aereoporti al momento del rientro? Attendiamo di capire se almeno in qualche aeroporto verranno fatti i test antigene rapidi e poi comunque attenderemo le chiamate dei turisti entro le 48 h».

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