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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Coronavirus

Riaperture, Toti contro coprifuoco e misure per ristoranti: «Incoerenti»

Il presidente della Regione Liguria critica parte dei provvedimenti adottati dal governo: «I nostri parlamentari faranno di tutto per rimediare alle incongruenze»

“Incoerenti”: così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha definito alcune delle misure previste dal nuovo decreto anti coronavirus che disciplina le riaperture del paese a partire dal 26 aprile.

Toti ha rimarcato quanto detto già nei giorni precedenti all’approvazione del provvedimento, in vigore sino al 31 luglio: «La conferma del coprifuoco alle 22, l'apertura di cinema e teatri e allo stesso tempo il divieto di mangiare all'interno di un ristorante, come invece prima era consentito fare in zona gialla, sono decisioni che oltre a essere incoerenti colpiscono sempre gli stessi», ha detto, puntando il dito anche contro l’assenza di misure per la ripartenza del settore eventi e cerimonie.

«Ancora una volta vengono penalizzati gli organizzatori di eventi, matrimoni e cerimonie che saranno impossibilitati a lavorare la sera nel pieno della stagione più gettonata», ha sottolineato, annunciando che del tema si parlerà nella riunione con le Regioni prevista per il pomeriggio di giovedì.

«Speriamo che il Decreto arrivi immediatamente in Parlamento, dove anche i nostri parlamentari faranno di tutto per rimediare a queste incongruenze. Così non va. È il buonsenso che lo dice», conclude Toti.

La decisione di mantenere il coprifuoco alle 22 e di tenere chiusi i ristoranti in assenza di posto all’esterno sino al primo giugno è stato ciò che ha prolungato il confronto tra il premier Mario Draghi, le altre forze politiche e le Regioni. Da un lato l’ala che invoca più libertà, in cui rientra non solo Toti, ma anche la Lega, dall’altra quella più prudente che ha sposato la linea di Draghi e del Comitato Tecnico Scientifico.

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