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Covid, Draghi: «Dopo Pasqua scuole aperte anche in zona rossa sino alla prima media»

L'orientamento della cabina di regia covid sembra essere quello di mantenere "congelata" la zona gialla almeno sino alla fine di aprile, ma non sono esclusi cambiamenti in corso. La vera novità riguarda le scuole

Slitta ancora la possibilità di tornare in zona gialla nel giro di poche settimane, pur superato il lockdown delle festività pasquali: dopo la cabina di regia covid dedicata al nuovo decreto sembra ormai sempre più certo che anche dopo Pasqua l’Italia resterà caratterizzata da zone arancioni e rosse, e che la soglia di guardia resta altissima per evitare che i contagi salgano ancora e la situazione sfugga di mano.

L’orientamento della task force sembra quello di "congelare" la zona gialla almeno sino al 30 aprile, anche se il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa dedicata, ha chiarito che «non escludo cambiamenti in corso d’opera, perché la situazione è così complessa da richiedere un monitoraggio giorno per giorno e settimana per settimana».

Resterebbero confermate, insomma, le disposizioni adottate con il primo decreto Draghi, quello in scadenza il 6 aprile (che stabilisce che le festività di Pasqua, dal venerdì dell’Angelo a Pasquetta, saranno rosse a livello nazionale). La novità riguarda però le scuole, che dovrebbero riaprire sino alla prima media anche in zona rossa. La riapertura delle scuole dopo Pasqua è, a detta di Draghi, una delle priorità del governo, e il ministro Bianchi sta lavorando proprio per mettere a punto un protocollo specifico fatto anche di test e monitoraggi più accurati.

Zona gialla cancellata sino a fine aprile, Toti: «Sarebbe disastroso»

La batosta arriva però per le attività economiche, in particolare per bar e ristoranti, che vedono sfumare la possibilità di riaprire almeno a pranzo per un altro mese, mentre per cinema e teatri slitta (ancora) anche la discussione su un'ipotica riapertura. La Liguria dal canto suo è una delle poche regioni a essere rimasta arancione nelle ultime due settimane, e i dati - un Rt di 1 e un rischio basso che la metterebbero addirittura in gialla - lasciano pensare che resterà tale sino a Pasqua, senza rischi di scivolare in rossa. Un "limbo" che dovrebbe protrarsi sino alla fine di aprile.

«Spero che le indiscrezioni che parlano di nessuna zona gialla fino alla fine di aprile siano totalmente prive di fondamento - ha detto il presidente della Regione, Giovanni Toti - Non solo non ci sarebbe alcun passo avanti da parte di questo Governo nella lotta al Covid, ma sarebbe addirittura un passo indietro rispetto al passato. Dove si può, al contrario, bisogna tornare ad aprire le attività chiuse da troppo tempo. E dare date certe: in altri Paesi, anche in situazioni peggiori delle nostre, già si programma il turismo in estate e le fiere in autunno. Misure mirate dove serve e invece dove si può si apra al più presto. Tenere tutto chiuso fino a fine aprile e senza prospettive, francamente, sarebbe disastroso».

«Le misure ci hanno consentito di verificare i primissimi segnali di rallentamento del contagio - ha chiarito Draghi - Oggi l'RT segna 1.08, la settimana passata 1.16 ed erano diverse settimane che cresceva. Il tasso di incidenza è sceso sotto i 250: c'è ancora una situazione delicata che va seguita con la massima attenzione, ma possiamo consentirci in un quadro prudenziale una scelta di apertura della scuola. Le misure hanno dimostrato nel corso di un anno e mezzo di non essere campate per arie. È desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati».

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