Coronavirus, le rsa per anziani nuovo fronte dell'emergenza: operatori "blindati" con gli ospiti

Da Villa Crovetto, a Bogliasco, all'Istituto David Chiossone, gli operatori delle strutture protette stanno facendo di tutto per contenere il contagio e assistere gli ospiti. Viale: «Test sierologici al via»

Sono diventate il vero fronte dell’emergenza coronavirus, luoghi in cui il contagio si diffonde rapidamente tra la fascia più debole della popolazione: le rsa per anziani, in questi giorni di lotta senza esclusione di colpi contro l’infezione, stanno diventando le strutture più difficili da gestire, con il personale sanitario e assistenziale che è arrivato in molti casi a restare all’interno con gli ospiti per assisterli e tenere sotto controllo la situazione. Finendo per ammalarsi a sua volta.

A confermare che molti dei pazienti che arrivano in ospedale, e in certi casi hanno perso la vita, provengono dalle rsa è stata anche l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale: «Ci sono casi accertati in alcune rsa, e valutazioni in corso per il personale, ma abbiamo avviato il percorso di fare i test sierologici all’interno delle strutture er avere un quadro delle persone che all’interno si sono immunizzate, per esempio, o che sono a rischio, ed è il passo propedeutico al tampone».

Bogliasco, la situazione critica di Villa Crovetto

Nei giorni scorsi sono state diverse le strutture che hanno lanciato richieste di aiuto per affrontare una situazione che con il passare dei giorni sta diventando sempre più complessa. Il personale di Villa Crovetto, sulle alture di Bogliasco, è di fatto in trincea: dopo alcuni decessi registrati tra gli ospiti, il personale ha deciso di chiudersi dentro con loro per fornire la massima assistenza, e ha lanciato un appello per acquistare nuovi dispositivi di protezione (per donare: Iban IT17B0617531850000006206680, causale Donazione Covid-19, destinatario Rsa/rp Villa Crovetto).

«Si sono purtroppo verificati sette decessi di persone molto anziane in età compresa tra i 90 ed i 101 anni - confermava il Comune di Bogliasco lo scorso 19 marzo - oltre al caso della persona ricoverata all’ospedale San Martino che è poi deceduta. Il Comune è presente e operativo. Dal primo giorno il sindaco e l’amministrazione comunale hanno seguito e sorvegliato la situazione in pieno e continuo collegamento con le autorità di pubblica sicurezza, che hanno apprezzato l'intervento e le modalità di gestione della complessa situazione».

A oggi i pazienti rimasti in struttura sono pochi, e gli sforzi dei due medici in servizio si sono moltiplicati. Ma il caso di Villa Crovetto non è l’unico in Liguria: da Brugnato a Borghetto Santo Spirito, i casi registrati nelle strutture per anziani sono quelli più numerosi, complice il fatto che il covid-19 colpisca, e in maniera più forte, soprattutto gli anziani. 

L'appello del Chiossone: «Ci servono mascherine»

Anche dall’Istituto Chiossone, che tra gli ospiti ha persone affette da disabilità visiva e anche anziani, è arrivata una richiesta di aiuto: «Noi abbiamo una situazione molto grave - ha detto il presidente Claudio Cassinelli - Ovviamente abbiamo chiuso tutti gli ambulatori, ma abbiamo 220 ricoverati per due sedi, assistiamo anziani, malati critici e disabili gravi. Da qualche giorno ormai abbiamo dato disposizioni, con il consenso dei sindacati, che i medici, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari restino dentro la struttura o in una foresteria improvvisata, Sono indispensabili i dispositivi di protezione individuale, e l’appello è a chiunque ci possa aiutare».

L'amministratrice di sostegno: «Contatti continui con le strutture»

«Io ho diversi assistiti in struttura - conferma Elena Maestrini, avvocato e amministratrice di sostegno che in questi giorni sta cercando di garantire supporto e presenza agli anziani affidati alla sua gestione - Uno di loro è proprio nella rsa di Bogliasco e sta lottando per la vita. Continuo a confrontarmi con le strutture per avere aggiornamenti quotidiani, e fortunatamente ci sono anche notizie positive, di situazioni sotto controllo, pur difficili. È un momento molto complesso, devo anche dire che gli operatori stanno facendo veramente tantissimo, molti ormai non tornano neppure a casa, restano dentro alle strutture per garantire assistenza. E le persone anziane che assisto e che sono a casa sono super protette anche grazie al contributo delle badanti».

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Le rsa, insomma, rappresentano a oggi il settore più complesso da gestire nei giorni di emergenza. I posti in struttura sono circa 12mila in tutta la Regione, e mai come in questi giorni sono fondamentali gli aiuti e le donazioni da affiancare alla sperimentazione dei test sierologici da parte di Alisa, soprattutto per aiutare gli operatori a svolgere al meglio e in sicurezza il loro lavoro.

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