Coronavirus, via libera a nuovo studio sul Remdesivir al San Martino

Nelle scorse settimane erano scoppiate polemiche per l'esclusione, decisa dall'azienda produttrice del farmaco, del San Martino dalla lista delle strutture dove veniva avviata la sperimentazione

Da lunedì 4 maggio al policlinico San Martino di Genova comincia una nuova sperimentazione dell'antivirale Remdesivir nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19. Ad annunciarlo con un post su Facebook è stato Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive del San Martino.

Nelle scorse settimane erano scoppiate polemiche per l'esclusione, decisa dall'azienda produttrice del farmaco, del San Martino dalla lista delle strutture dove veniva avviata la sperimentazione. Ma ora, «in accordo con Aifa e Oms - spiega Bassetti -, il coordinamento nazionale della sperimentazione 'Solidarity' (uno studio internazionale randomizzato) ci ha comunicato che da lunedì potremmo iniziare il trial con un solo braccio che include unicamente il Remdesivir».

Lo studio «sarà condotto dalla Clinica malattie infettive al San Martino e grazie a quest'altro studio clinico - sottolinea l'infettivologo - i nostri pazienti avranno una ulteriore possibilità di trattamento con Remdesivir».

«Nell'attesa del vaccino - prosegue Bassetti -, concentriamoci intanto sulla cura, l'equazione è semplice: contraggo la malattia, ma grazie al farmaco potrò guarire agilmente. I dati sul Remdesivir che giungono dagli Stati Uniti sono molto positivi. Io sono convinto che nel Covid Remdesivir abbia valore se usato molto precocemente (all'inizio dell'infezione e in futuro addirittura a casa) e per poco tempo (max 5 giorni) per abbassare molto la carica virale».

In conclusione, una raccomandazione. «Questo deve essere il nostro obiettivo, in attesa di testare l'efficacia non degli anticorpi ma del nostro senso civico. Da lunedì - scrive Bassetti - dovrà alzarsi la soglia dell'attenzione di noi cittadini, bisognerà vestire la mascherina laddove necessario, mantenere le distanze, osservare le basilari norme d'igiene. Pensate a voi stessi ma anche a noi, perché i medici sarebbero i primi a pagare il conto di un'eventuale ripresa del contagio. E ricordate, sarà complicato per gli ospedali, oggi più che mai punte dell'iceberg, ovviare a un altro impatto. Qui al San Martino siamo attrezzati ma voi da lunedì pensate prima di tutto alla comunità e poi a voi stessi», conclude l'infettivologo.

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