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Weekend 'bi-color', sabato giallo e domenica arancione: un riepilogo delle regole

Prolungata la didattica a distanza per le scuole superiori ancora per una settimana. Oggi scatta il divieto di asporto per bar ed enoteche dopo le 18 e da domani le limitazioni previste per le regioni che si trovano in zona arancione

Ultimo giorno in zona gialla per la Liguria, che da domani e per le prossime due settimane, quindi fino al 31 gennaio, sarà in zona arancione. «Da domenica la Liguria passerà in zona arancione - ha annunciato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - come mi ha comunicato il ministro Speranza. Il nostro Rt è pari a 1,15 quindi, in base alle nuove regole del Dpcm, la nostra regione come molte altre in Italia, si colloca in questa fascia. È bene sottolineare però che i dati si riferiscono a due settimane fa e quelli attuali sono già in miglioramento. Abbiamo deciso, consultandoci con la nostra task force sanitaria, di andare avanti con la didattica a distanza per le scuole superiori ancora per una settimana, proprio per mantenere questi parametri in calo».

«Comprendiamo l'esigenza dei ragazzi che vogliono tornare in aula - aggiunge Toti - ma crediamo sia giusto che ciò avvenga agendo con prudenza e sicurezza. E lo decidiamo - prosegue - a prescindere dal Tar, che sta sospendendo nelle altre regioni le ordinanze di chiusura, frutto di una interpretazione delle competenze che andrebbe chiarita al più presto dal Governo, per evitare di aggiungere ulteriore confusione a una situazione già complicata».

«Inoltre con l'entrata in zona arancione, bar e ristoranti dovranno chiudere anche a pranzo - ricorda il governatore della Liguria - ma potranno andare avanti con il servizio d'asporto e le consegne a domicilio, anche se per i bar il take away sarà consentito solo fino alle 18. Una decisione che penalizzerà ulteriormente le nostre attività per cui, ci auguriamo, arrivino da parte del Governo risposte rapide sui ristori, che devono essere adeguati e immediati».

«Nei prossimi giorni serve ancora tenere alta l'attenzione - conclude Toti - non solo per salvaguardare la salute di tutti noi, ma anche per rispetto delle tante persone che stanno facendo maggiori sacrifici dal punto di vista lavorativo. Seguiamo le regole e impegniamoci tutti affinché i nostri dati possano migliorare ulteriormente, per permetterci così di tornare al più presto alla normalità».

Proviamo a fare chiarezza sui nuovi provvedimenti, a cominciare dal decreto legge n.2 del 14 gennaio 2021 che proroga lo stato d'emergenza al 30 aprile 2021 e vieta gli spostamenti tra regioni e province dal 16 gennaio al 15 febbraio. Stando al testo della legge si potrà raggiungere un’altra regione solo per validi motivi: lavoro, urgenza, salute e necessità. Resta ovviamente sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Inoltre, si legge nel testo del dl, dal 16 gennaio al 5 marzo 2021 si applicano le seguenti misure:

  • è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata dalle 5 alle 22 a patto di rispettare il limite delle due persone esclusi  i figli minori di età inferiore ai 14 anni e le persone conviventi con disabilità. “Tale spostamento - si legge sul sito di Palazzo Chigi - può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti”;
  • restano consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;

Lo stesso decreto istituisce una zona bianca nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di "tipo 1", un livello di rischio "basso" e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In queste zone,  viene specificato nel testo del decreto n.2 dell 14 gennaio, "non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli". 

Il Dpcm del 15 gennaio 2021

Ed eccoci al Dpcm firmato venerdì mattina dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che cambia le regole in vigore sull’intero territorio nazionale da sabato 16 gennaio al 5 marzo 2021. Il Dpcm del 15 gennaio ribadisce alcune disposizioni contenute nel decreto citato in precedenza: ovvero lo stop agli spostamenti tra regioni diverse e la deroga per le visite a casa che sono consentite una volta al giorno e nel limite di due persone (fatta eccezione per gli under 14) verso una sola abitazione privata tra le 5 e le 22. Il Dpcm conferma inoltre diverse disposizioni che già conosciamo bene e che diamo quasi per scontate: obbligo di mascherina all’aperto, coprifuoco dalle 5 alle 22 e il divieto di assembrarsi per feste e celebrazioni. E ancora. Restano sospese "le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, Confermata anche la chiusura degli impianti sciistici fino al 15 febbraio”. Le novità del Dpcm:

  • divieto di asporto per bar ed enoteche dopo le 18;
  • l'apertura al pubblico dei musei "dal lunedì al venerdì" nelle zone gialle, con esclusione dei giorni festivi;
  • il via libera alle crociere organizzate da navi italiane. Nel Dpcm in vigore dal 16 gennaio è previsto che “i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana possono essere svolti solo nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico”.

Come cambiano i colori delle regioni

E veniamo alle regole nelle singole regioni. L’ordinanza del ministero della Salute divide così la penisola:

  • Zona gialla: Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e provincia di Trento;
  • Zona arancione: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna e Veneto;
  • Zona rossa: Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano.

L’ordinanza entrerà in vigore domenica 17 gennaio. Le regole sono quelle che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi: nelle zone gialle i negozi resteranno aperti, mentre per bar e ristoranti è prevista la chisura alle 18. Inoltre si potrà circolare liberamente all'interno del proprio comune e della propria regione senza la necessità di presentare l'autocertificazione. Nelle zone arancioni, bar e ristoranti dovranno tenere le serrande abbassate, ma resterà consentito l'asporto fino alle 18 e la consegna a domicilio senza limiti di orario. In queste regioni sarà possibile uscire dal proprio comune solo per lavoro, necessità o salute (fatte salve eventuali deroghe). Nella zone rosse saranno chiusi anche i negozi (eccetto gli alimentari e gli esercizi che forniscono servizi essenziali). Sarà necessaria l'autocertificazione anche per spostarsi all'interno del proprio comune.

Cosa cambia da zona gialla a zona arancione e quando serve l'autocertificazione

Ecco un piccolo riepilogo delle regole in vigore per la zona gialla e la zona arancione. Per quanto riguarda la zona gialla:

  • vietato uscire dalla propria regione se non per motivi di studio, lavoro, salute o necessità;
  • in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • consentite le visite agli amici usando la deroga (senza uscire dalla propria regione) al massimo in due persone più gli under 14 e gli eventuali disabili a carico;
  • cinema e teatri restano chiusi; 
  • bar e ristoranti aperti fino alle 18; l'asporto è consentito fino alle 22 così come la consegna a domicilio;
  • possibile frequentare i musei rispettando le regole del distanziamento sociale e utilizzando la mascherina.

Nelle regioni in zona arancione invece:

  • non si può uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco è in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si può spostare fino a 30 chilometri dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si può raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si possono praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si può fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno.

Per circolare è necessario, in caso di controlli delle forze dell'ordine, avere con sé il modulo di autocertificazione, quel documento introdotto con l'inizio dei lockdown per la pandemia da coronavirus. A chi è sprovvisto del modulo ne viene fornito uno da compilare per giustificare - con dichiarazioni vere - il motivo dello spostamento. I cittadini devono infatti ricordarsi, come specifica il sito del Viminale, che "l'autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo". Il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Chi non è in regola rischia una multa da 400 a 1000 euro, come previsto dal decreto.

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