La Regione commissaria le Asl per la gestione della fase 2, scoppia la polemica

La decisione della regione di commissariare le Aziende Sanitarie Locali - che faranno capo al commissario di Alisa, Walter Locatelli - accende il dibattito tra maggioranza e opposizioni

L'assessore Viale con il governatore Toti

Infuria la polemica in Liguria dopo l’ordinanza con cui la Regione ha di fatto commissariato le cinque Asl regionali e l'ospedale San Martino.

Con questa ordinanza, tutti i provvedimenti legati all'epidemia di Covid-19 in fase 2 saranno interamente gestiti da Alisa, l'Agenzia per la sanità, e dal commissario Walter Locatelli. A firmare l’ordinanza. 

Il governatore Giovanni Toti ha firmato il provvedimento su spinta dell’assessore regionale alla Sanità, e vicepresidente della Regione, Sonia Viale, che ha di fatto trasferito tutta la gestione della fase post emergenziale a Locatelli e al suo staff, dai tamponi e i test sierologici all’assetto degli ospedali. I direttori delle varie Asl e del policlinico San Martino non potranno, dunque, più prendere decisioni senza prima consultare e ottenere l’approvazione di Locatelli. “Commissariati”, dunque, i dirigenti delle singole Asl: Marco Damonte Prioli (Asl 1), Paolo Cavagnaro (commissario della Asl 2), Luigi Bottaro (Asl 3), Bruna Rebagliati (Asl 4) e Daniela Troiano (commissario Asl 5), cui si aggiunge anche Giovanni Ucci, dirigente del San Martino. Esclusi dal provvedimento il Gaslini e l’Evangelico, non coinvolti nell’emergenza covid-19, e il Galliera, che resta autonomo.

«L’ordinanza è stata formata per affidare ad Alisa compiti più cogenti in relazione alla fase2 - ha spiegato Viale - per poter proseguire con l’avvio progressivo delle aperture delle nostre attività occorrerà rispettare i parametri previsti nel decreto del ministero della Salute, con una puntuale e capillare individuazione dei dati utili sulla base delle attività territoriali delle nostre aziende sanitarie. Non si può sbagliare nell’inserimento di questi dati, pena l’esclusione della Liguria dalla possibilità di riaprire le proprie attività economiche. L’obiettivo è quindi quello di essere organizzati e strutturati in modo tale da garantire questa attività capillare, affidata ai sistemi sanitari regionali. In Conferenza Stato Regioni era stato chiesto che questa attività avesse una dimensione più ridotta, rispetto all’individuazione dei criteri e dei dati da comunicare. Ma lo faremo e saremo capaci rimanere nella Fase 2».

All’indomani dall’annuncio dell’ordinanza, dalle opposizioni in Regione si sono alzate le proteste: il gruppo Pd ha ricordato che «l’ordinanza è stata presentata senza coinvolgere il Consiglio regionale», e ha definito la scelta di riunire tutta la gestione sotto un unico commissario «una decisione forzata e intempestiva, quanto più ci allontaniamo dall’inizio della fase di emergenza sanitaria, quando ancora occorreva disporre un’organizzazione con una rapidità che avrebbe potuto giustificare una controllo così diretto e senza vincoli». 

«Proprio nel momento in cui bisognerebbe pianificare la fase 2 dal punto di vista sanitario con il concorso di tutti - prosegue il Pd - si accentra tutto nelle mani di chi peraltro ha dimostrato evidenti e preoccupanti limiti nel guidare l’emergenza. La differenza tra chi sa governare e chi non ne ha la minima idea appare evidente. Così come appare chiara la distinzione tra chi si assume serenamente le proprie responsabilità e chi prova a dire che se ci sono stati errori sono sempre di altri: delle Asl, del Governo, del destino cinico e baro, di tutti tranne che di quelli che dovevano decidere e invece non lo hanno fatto o lo hanno fatto tardi e male. Abbiamo appreso che Toti vuole dimettersi e ci auguriamo che in questa occasione si porti via i vertici di Alisa, che tanto danni e sciagure hanno fatto in questi anni in Liguria».

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Sulla stessa linea anche Gianni Pastorino e Luca Battistini, consigliere di Linea Condivisa: «Senza neanche preoccuparsi di comunicare al Consiglio regionale né tantomeno alla Commissione II, Salute e Sanità,  le proprie decisioni, l’assessora Sonia Viale, con ordinanza, attribuisce potere di indirizzo, coordinamento, vigilanza e controllo della sanità ligure all'Azienda Ligure Sanitaria (A.Li.Sa.) e al suo commissario straordinario Locatelli - scrivono in una nota - Stiamo parlando di un dirigente che è commissario straordinario da 4 anni perché non ha i titoli per essere il direttore generale dell'Azienda Ligure e di cui per ben 3 volte abbiamo chiesto le dimissioni in consiglio. Stiamo parlando della stessa persona che ha avuto in mano tutta la gestione dell'emergenza Covid-19 con i seguenti risultati: altissimo numero di contagi, altissimo tasso di mortalità, bassissimo numero di tamponi effettuati, un'inchiesta della Procura di Genova sulle rsa dove si registrano livelli di mortalità e di contagio incredibili».

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