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Sabato, 22 Gennaio 2022
Coronavirus

Bassetti: "Quarta dose? Aspettiamo, ma possibile richiamo ogni sei mesi"

L'infettivologo genovese ha commentato la scelta di Israele e ha anche risposto alle polemiche per la canzoncina pro vaccini: "Inutili e sterili, conteneva un messaggio"

Il governo prepara la 'stretta' di Capodanno per far fronte alla risalita dei contagi e sono attese oggi (giovedì 23 dicembre 2021, ndr) le decisioni dopo la cabina di regia del governo, secondo le anticipazioni si va dall'obbligo di mascherina all'aperto (che per la Liguria è già realtà per via della zona gialla scattata lunedì 20 dicembre) alla riduzione a sei mesi della durata del green pass, ma anche la possibilità di anticipare la terza dose fino a quattro mesi. E poi saranno sconsigliati eventi di piazza e feste in discoteca (il Capodanno in piazza è comunque già stato annullato a Genova e in altri Comuni, qui l'elenco). Sembrerebbe accantonata, invece, l'ipotesi di tamponi per i vaccinati in cinema, teatri e ristoranti. Possibile arrivi anche l'obbligo vaccinale per i lavoratori della ristorazione e della pubblica amministrazione.

Nella giornata di mercoledì 22 dicembre Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, ha parlato anche delle quarte dosi di vaccino anti covid per fermare il contagio, commentando la scelta di Israele di partire a breve: "Israele è un laboratorio a cielo aperto - ha spiegato all'Adnkronos Salute l'infettivologo genovese - , partiranno con le quarte dosi dopo che a luglio erano iniziate le terze dosi e si inizierà con gli over 60 e gli operatori sanitari. Ma lo faranno da gennaio, quindi a 6 mesi. Se Israele ha preso questa decisione c'è una strategia ragionata, ma vediamo. Per ora sono quarte dosi solo per una specifica fascia di popolazione. Io personalmente, se sarà che ci dovremo vaccinarci ogni 6 mesi, non ci trovo nulla di male se questo ci permette di vivere più tranquillamente come accade oggi".

"Oggi in reparto si vede che la prognosi Covid per un vaccinato positivo e per uno non immunizzato è molto diversa - ha aggiunto Bassetti - Tutto deve esser governato dall'esperienza e dai dati scientifici che, se diranno che il richiamo va fatto ogni 6 mesi, lo faremo. La medicina cambia, non rimane immutabile nel tempo, è in continua evoluzione. Solo gli ignoranti si stupiscono di questo".

Bassetti ha anche replicato alle critiche per la canzone natalizia girata con i virologi Andrea Crisanti e Fabrizio Pregliasco in chiave pro vaccinazione per Un giorno da Pecora, il programma su Radio Rai 1 condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. "Polemiche inutili e sterili - ha dichiarato all'Adnkronos Salute - la rifarei perché non si perde di autorevolezza e di credibilità cantando dal proprio studio una canzoncina. Nel testo c'erano dei messaggi: state attenti ai vostri nonni, fatevi la terza dose, e vacciniamoci. Voleva essere un messaggio simpatico, dopo di che in Italia si vive soltanto di pensar male. Abbiamo a che fare con odiatori sociali sui social e giornalisti che probabilmente vedono il loro spazio in tv ridursi per la presenza dei medici che interessano di più alla gente. Rifarei quello che ho fatto e credo che alla fine abbia funzionato per dare un messaggio importante agli italiani che infatti hanno apprezzato".

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