Nuovi contagi e attualmente positivi, il Pd alla Regione: «Faccia chiarezza sui numeri»

La discrepanza tra il bollettino nazionale e quello diffuso da Alisa ogni giorno suscita interrogativi sullo stato attuale d contagio in Liguria. Ecco da cosa deriva la variazione

Da un lato il bollettino della Protezione Civile nazionale con i numeri dei contagi totali in Italia suddivisi per regione, dall’altro quello locale, diffuso dalla Regione Liguria, in cui vengono elencate le varie voci che riguardano casi positivi, decessi, ospedalizzati, guariti. Numeri con cui, negli ultimi due mesi caratterizzati dall’epidemia di coronavirus, tutti si sono abituati a convivere, e che tutti hanno imparato ad aspettare per capire come stia andando la curva del contagio. Ma anche numeri che negli ultimi giorni hanno catturato di più l’attenzione per alcune discrepanze.

La discrepanza tra i numeri diffusi da Regione Liguria e Alisa e quelli della Protezione Civile nazionale (notati anche dalla redazione, che aveva percorso strade più ufficiali, chiedendo il numero dei nuovi contagi giorno per giorno) dipende principalmente dal fatto che la Protezione Civile nazionale, nel diffondere il bollettino quotidiano, ha sempre fornito i dati totali del contagio, inserendo nella cifra giornaliera nuovi contagi, guariti e deceduti, e sommandoli nella loro interezza. 

Regione Liguria, invece, fornisce non il numero dei nuovi contagi quotidiani, giorno per giorno - e mai li ha diffusi, è bene ribadirlo - ma solo il totale dei casi positivi presenti sul territorio. Il che significa, per esempio, che analizzando i numeri diffusi giovedì 16 aprile, i 19 casi positivi che risultavano in più rispetto al giorno precedente non sono i nuovi contagi nelle 24 ore, ma la variazione dei casi positivi in Liguria alle 17.40 (orario in cui è stato diffuso il bollettino) di giovedì rispetto al giorno precedente.

I nuovi contagi risultati dai tamponi effettuati sono infatti 103, numero indicato anche nel bollettino della Protezione Civile Nazionale, che stima a 6.039 i casi totali in Liguria, mentre per la Regione, a giovedì sera, erano 4.539. Questo perché la Regione, nel fornire i dati del contagio in Liguria, inserisce nel calcolo il numero dei guariti e dei morti, sottraendoli dalla totalità dei contagi per fornire solo il numero degli “attualmente positivi”. Una discrepanza, nel caso della totalità dei contagiati da inizio emergenza, di 1.500 persone contagiate che in Liguria sembrano non risultare.

Il calcolo si applica anche alla singola giornata, come giovedì: i 19 positivi in più della Regione non sono i nuovi contagi, ma la variazione della totalità dei casi da un giorno all’altro. Se ai 103 nuovi contagi accertati dichiarati dalla Protezione Civile si sottraggono le persone che hanno perso la vita nello stesso arco di tempo (21 tra mercoledì e giovedì) e i guariti (63 tra mercoledì e giovedì) resta appunto 19, ovvero i “casi positivi in più” dichiarati dalla Regione.

Numeri che gli esperti stanno studiando da inizio epidemia, e appunto prerogativa, ai fini statistici e di calcoli sulla curva del contagio, degli epidemiologi e delle task-force che si occupano di prevedere l’andamento dell’epidemia. 

Numeri che la Regione diffonde per fornire un quadro della situazione aggiornata in Liguria giorno per giorno dal punto di vista della portata del contagio (puntando soprattutto sul fatto che stanno diminuendo le persone ricoverate, che non significa però che diminuiscano le persone che si ammalano: magari sono malate, ma si curano a casa, per non parlare dei casi ancora non diagnosticati con tampone che non rientrano nel calcolo), che però assumono più importanza, in termini di nuovi contagi effettivi, nell’ottica di quella riapertura che il governatore ligure Giovanni Toti auspica sempre più vicina, e su cui già si sta iniziando a lavorare.

Sulla questione dei numeri, sollevata da più fronti nelle ultime ore, è intervenuta anche l’opposizione. I rappresentanti liguri del Pd hanno chiesto, in una nota, di tramettere i numeri sull'emergenza covid-19 «seguendo il sistema adottato dalla Protezione civile nazionale e dalle altre Regioni italiane. Non solo perché in una situazione come questa ci vuole un'uniformità di informazione su tutto il territorio - si legge - ma anche perché altrimenti non si riesce ad avere l'esatto riscontro sui dati e diventa assai difficile fare della valutazioni comparative e comprendere su quali elementi lavorare».

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«È evidente che stiamo parlando di aggregazione di numeri in modo assai diverso, ma in questo modo si rischia di trasmettere ai cittadini un messaggio distensivo sbagliato e pericoloso - proseguono dal Pd - La magistratura ha già avviato un'indagine e, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, chiediamo che l'amministrazione fornisca i dati in modo univoco e uniforme. Non vorremmo che, a fronte del fatto che la Liguria è oggi la regione in cui si fanno meno tamponi pro capite, nonostante un tasso di letalità molto elevata, questa diversa lettura dei numeri portasse ulteriormente ad abbassare la guardia sul numero dei tamponi effettuati e da effettuare, ancora del tutto insoddisfacente. In questo modo rischiamo di creare danni anche dopo la fine del lockdown, visto che a emergenza rientrata ci potremmo trovare con un alto numero di contagiati di cui non sapevamo l'esistenza».

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