Coronavirus: oltre 2.600 positivi e più di 3.000 in sorveglianza a casa

Al termine del secondo weekend di "lock down", in Liguria ci sono 2.645 persone positive, 226 in più rispetto ai dati di sabato. Oltre 1.200 sono in ospedale, i decessi sono 377

Salgono a 2.645 le persone positive al coronavirus covid-19 in Liguria, con una variazione di 226 positività in più rispetto a ieri. I ricoverati in ospedale sono 1.243, e dunque 45 in più rispetto a ieri, dato che sembra confermare come, nonostante l’aumento dei casi positivi, i ricoveri in ospedale stiano crescendo meno. 

«Stiamo aumentando i tamponi, e paragonando il dato con i casi accertati i numeri sembrano confermare una crescita meno rapida del contagio», ha detto il governatore ligure Giovanni Toti.

La dimostrazione è anche l’aumento di persone in sorveglianza attiva: sabato erano 2.479, domenica sono 3.334 stando ai dati diffusi da Ministero e Alisa (865 solo nel territorio della Asl 3 genovese), un aumento di 855 persone (in isolamento tra le mura di casa, in sorveglianza attiva perché possibili casi sospetti), che coincide con l’annuncio, da parte della Regione, di potenziare la risposta della medicina territoriale e dando mandato ai direttori socio sanitario di rafforzare il servizio dei Gruppi Strutturati di Assistenza Territoriale (Gsat): obiettivo, individuare le persone più a rischio, anziani soprattutto, per analizzare il loro quadro clinico.

La situazione pià delicata, insomma, sta diventando il sommerso, persone che ancora non hanno effettuato il tampone e che potrebbero avere sintomi che, con il passare dei giorni, potrebbero aggravarsi e costringere al ricovero in ospedale, appesantendo ulteriormente il sistema sanitario e mettendo a rischio anche la salute dei cittadini stessi. 

Si parte con 7 squadre, una per distretto, che saliranno a 9 nei prossimi giorni, cui si aggiunge una squadra appositamente dedicata alle zone montane. Le squadre sono composte da un medico di continuità assistenziale o da un medico di famiglia volontario e da un infermiere, e il loro compito sarà di fatto quello di agire porta a porta, analizzando i singoli casi per verificare le condizioni di salute delle persone e accertare il contagio anche tramite tampone.

Coronavirus, al San Martino nati tre bimbi da mamme positive

«Ai dipartimenti di prevenzione abbiamo anche dato mandato di aumentare le squadre sui tamponi utilizzando tutti i sanitari liberi da altri incarichi per raggiungere tutte le persone ai domicili. Ci sarà anche un potenziamento dei centralini per le telefonate», ha detto il governatore ligure Giovanni Toti, aggiungendo che «la Liguria è la regione che ha più posti di terapia intensiva in rapporto al numero di abitanti».

Toti ha quindi snocciolato i numeri del piano incrementale messo a punto per l’emergenza: 1072 posti di media intensità, cui se ne aggiungeranno a breve 52, 183 posti di terapia intensiva, 93 di semi intensiva. 

«Aumenteranno ancora i posti letto, come purtroppo saranno ancora tanti quelli che avranno bisogno di un ricovero. Anche per questo abbiamo bisogno di incrementare anche l'assistenza sul territorio - ha detto Toti - Da lunedì partirà il piano di aumento della assistenza a domicilio. Sono certo che tutti i medici coinvolti siano pronti a dare tutto l’impegno con lo stesso coraggio dei colleghi ospedalieri, senza guardare contratti e orologio».

Coronavirus, altri 19 decessi: morto un marittimo

Anche domenica sono arrivate notizie di persone decedute nelle precedenti 24 ore: il numero totale, amarissimo e tragico, sale a 377, un aumento di 19 persone rispetto a sabato.

Il bilancio più tragico a Imperia: in ospedale sono morte 10 persone, 7 uomini di età compresa tra i 69 e gli 86 anni e 3 donne tra i 78 e i 93 anni.

Al Villa Scassi sono morte 5 persone, 4 uomini  di 71, 77, 82 e 83 anni e una donna di 62. All’ospedale Gallino è morto invece un uomo di 96 anni.

Tre le persone decedute al Galliera, due donne di 79 e 89 anni e un uomo di 62. Si tratta di uno dei membri dell’equipaggio della nave Opera di Msc, presente da alcuni giorni nel porto di Genova, che era stato ricoverato al Galliera proprio perchè positivo al coronavirus.

Al Sant’Andrea della Spezia e al San Bartolomeo di Sarzana sono 4 le persone che hanno perso la vita, 4 uomini tra i 70 e i 79 anni d’età.

All’ospedale di Savona sono morte cinque persone, 4 uomini residenti in provincia di Savona tra i 77 e gli 82 anni e una donna di 97.

Al San Martino sono decedute altre tre persone: un paziente nato in provincia di Piacenza e residente a Genova di 86 anni, di un paziente nato in provincia di Parma e residente a Recco di 92 anni,  e di un paziente nato in provincia di Siena e residente a Genova di 83 anni, presso il Padiglione 12, ieri sera alle 21:30.

Coronavirus, la situazione negli ospedali

Per quanto riguarda i ricoveri in ospedale, sui 1.243 ricoverati, 166 sono in terapia intensiva. La situazione in regione è la seguente:

  • Asl1 - 205 (22 in terapia intensiva)
  • Asl2 - 167 (31 in terapia intensiva)
  • San Martino – 270 (43 in terapia intensiva)
  • Evangelico – 66 (8 in terapia intensiva)
  • Galliera – 140 (17 in terapia intensiva)
  • Asl3 Villa Scassi – 192 (21 in terapia intensiva) 
  • Asl3 Colletta di Arenzano/Gallino Pontedecimo – 6  
  • Asl4 – 68 (9 in terapia intensiva) 
  • Asl5 - 129 (15 in terapia intensiva)

A domiclio si stanno curando invece 1.034 persone, 148 in più rispetto a sabato: «Dato il numero dei malati, la pressione sui nostri ospedali resta fortissima, ma un po’ inferiore a quella dei giorni passati - ha detto Toti - Il che può confermare il minor aumento dei contagi che registriamo da qualche giorno. Le prossime ore ci auguriamo confermino questo trend. Abbiamo ancora posti nelle terapie intensive e questo è frutto dello straordinario lavoro di tutta la sanità, impegnata con turni di 12 ore al giorno, 6 giorni alla settimana. Sono orgoglioso e grato di questo a tutti. Siamo la Regione con il maggior numero di terapie intensive per numero di abitanti e questo garantisce che tutti abbiano una chance. Di coronavirus si muore, certo. E le vittime sono purtroppo tante. Ma nessuno è stato lasciato indietro e grazie ai nostri straordinari sanitari tutti hanno avuto una possibilità».

Iperafflusso al Villa Scassi e al Galliera, ambulanze fermate

Situazione complessa domenica pomeriggio all'ospedale Villa Scassi a causa dell'emergenza legata al coronavirus. Dalla mattinata, infatti, è stato sospeso l'invio di pazienti attraverso il 118 per consentire al personale sanitario di ridurre la criticità.

Anche all'ospedale Galliera è stato necessario ridurre in maniera significativa l'invio di ambulanze attraverso il 118, fino a cessata emergenza.

Rimane attivo e sottoposto a particolare impegno per tutta l'area metropolitana genovese, l’ospedale Policlinico San Martino. L’impegno del Diar Emergenza-urgenza, in questo momento di difficoltà, è rivolto a superare le criticità per riportare al più presto gli ospedali alla piena operatività.

Coronavirus, i guariti in Liguria

Il dato positivo sono i guariti: dall'inizio dell'emergenza in Liguria sono 368 i clinicamente guariti (ma restano positivi e sono al domicilio), e dunque 33 in più rispetto a domenica, 52 le persone guarite completamente e risultate negative a due test consecutivi, un aumento di 9 persone in 24 ore.

Coronavirus, polemica tra Toti e i medici di famiglia 

Nel corso del punto quotidiano fatto sabato, Toti ha anche cercato anche di buttare acqua sul fuoco della polemica nata con la Federazione Medici di Famiglia dopo alcune frasi sull’operato dei professionisti ospedalieri e di quelli sul territorio: «Non ho mai voluto fare polemiche con i medici di famiglia. Potrei anche farle con i piccoli avvoltoi che con le negligenze del loro governo, non certo nostre, cercano di lucrare un minimo di visibilità: meschinità alle quali non bisogna dare alcun peso. So che ci sono molti medici che rispondono eroicamente a tutte le richieste»

L'appello della giovane dottoressa neoabilitata: «Pronta a fare il mio dovere, ma dopo non buttateci via»

«Oggi siamo in una situazione straordinaria e non possono valere tutte le garanzie che ognuno ha per contratto - ha aggiunto il governatore ligure - chiedo semplicemente ai medici del territorio di tenere il telefono acceso h24, di rispondere anche quando sono stanchi e di portare una parola di conforto a chi ne ha bisogno. Nessuno vuole mandare al macello le persone, chiedo di esserci, di sgravare i nostri centralini, cosa che molti fanno e lo so bene. Chiedo se tutti sono in pace con la loro coscienza, se hanno fatto tutto quello che dovevano fare. È un momento in cui invece di guardare ai contratti che prevedono due o tre ore di reperibilità bisogna guardare alle esigenze dei cittadini. Questo è il mio appello e non ha nulla di strano o di polemico: stiamo chiedendo a tutti di fare ciò che è in loro potere fare. Chi lo vuole capire capisce, chi non lo vuole capire fa polemica».

Cgil all'attacco sui sanitari positivi: «Regione inadeguata»

I sindacati hanno puntato il dito contro la gestione regionale del rischio contagio e dei casi di positività tra gli operatori sanitari.

«Dai dati forniti da Regione Liguria e dalle aziende sanitarie genovesi vediamo che al Gaslini, a fronte di 157 tamponi effettuati al personale sanitario il 2,5% (4) risulta positivo, a San Martino su 317 tamponi la percentuale è del 5,5, al Galliera sale al 13,8% (44 positivi) su un numero di test analogo e schizza al 17% in Asl 3 su 195 tamponi circa», scrivono Maurizio Gualdi e Andrea Nanni di Fp Cgil.

«Questi dati mettono in evidenza e confermano almeno tre aspetti: che gli operatori della sanità sono fortemente esposti al contagio; che il numero dei test eseguiti è estremamente basso rispetto al numero totale dei lavoratori esposti; che esistono differenze, vedi la percentuale del Policlinico San Martino e quella del Galliera a pari numero di tamponi effettuato, difficilmente riconducibili alla casualità».

Nave ospedale, aumentano i posti letto

Dopo una settimana di operatività la nave ospedale ormeggiata nel porto di Genova si prepara ad ospitare nuovi pazienti, in aggiunta ai 26 già presenti a bordo.

Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Protezione civile di Regione Liguria Giacomo Giampedrone, a margine delle operazioni di sbarco di una prima parte dell’equipaggio di MSC Splendida.

«Abbiamo già iniziato i lavori per l’allestimento del secondo modulo che ospiterà altre 25 persone- ha detto l’assessore Giampedrone - I pazienti inizieranno ad arrivare dalla fine della prossima settimana fino a far salire il numero complessivo a 50. Quella in arrivo sarà una settimana importante anche per comprendere la tendenza rispetto alla linea epidemiologica del virus pertanto la nave che può arrivare ad ospitare fino a 350 pazienti, sarà determinante».

Bucci in giro per la città: «Poche persone, avanti così».

Nel secondo weekend di chiusura totale, il sindaco Marco Bucci ha effettuato alcuni sopralluoghi in giro per la città, dicendosi poi soddisfatto per averla trovata semi-deserta, complici anche le squadre di Protezione Civile e di polizia Locale incaricate di controllare le zone più frequentate per prevenire assembramenti.

«Ho trovato davvero pochissime persone, tra queste i volontari della Protezione Civile, che in strada ci sono per svolgere un compito di presidio fondamentale - ha detto in serata Bucci - Li ho ringraziati per il loro contributo.Un grazie anche a voi tutti, genovesi, che rimanete a casa rispettando le norme stringenti: un atto dovuto per tutelare la salute di tutti noi» . 

«Le misure di contenimento stanno funzionando - ha aggiunto Toti - Piano piano stiamo imparando che se facciamo tutti il nostro dovere questa malattia può essere sconfitta. Sono orgoglioso di dire, e dev'essere un orgoglio per tutti i liguri, che tutti quelli che hanno avuto bisogno di cure mediche in Liguria hanno avuto sale di rianimazione, posti letto di media intensità e degenza».

Msc Splendida in porto a Genova, a bordo 4 persone in isolamento

Economia, Toti: «Ripartenza per fasce d’età con le attività»

Toti ha commentato anche lo scenario economico, ritornando sul blocco delle attività produttive e commerciali non essenziali e la possibilità di riapertura.

«Credo che, proprio ora che siamo ancora impegnati nella lotta al picco del virus, ci si debba interrogare su come programmare nelle settimane a venire la riapertura graduale del Paese - ha detto il governatore ligure - Lo si può fare per fasce di età (sotto i 55 anni la mortalità del virus è davvero molto bassa) oppure per Regioni o aree geografiche. Ma bisogna pensarci, perché industria, commercio, artigianato, ristoranti, bar non resisteranno in eterno. E per quanti soldi si possano immaginare non saranno mai abbastanza per pagare tutti. Non è tema di oggi, ma bisogna cominciare a progettare il domani».

Il governatore ligure ha quindi commentato le misure economiche annunciate dal premier Conte sabato sera: «Il presidente del Consiglio ha nuovamente interrotto le trasmissioni per annunciare soldi per i Comuni - ha detto Toti - Bene, purtroppo non sono soldi nuovi: i 4 miliardi di euro comunicati erano già dei Comuni, si tratta del Fondo di Solidarietà, pagato con tasse comunali, che viene solo anticipato di un mese. Così come i 400 milioni per gli aiuti alimentari, oltre ad essere circa 40 euro a persona per gli 11 milioni circa di italiani in difficoltà, sono anch’essi un anticipo di fondi. Nulla di nuovo, forse un po’ troppo poco per una comunicazione a reti unificate».

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