Martedì, 15 Giugno 2021
Coronavirus

Dpcm, la protesta dei pubblici esercizi il 28 ottobre a Genova «non si svolgerà se non in forma virtuale»

La manifestazione in Liguria «è stata ritenuta irricevibile dalle autorità competenti, tenute presenti le ordinanze regionali n. 68 e n. 73 che prevedono il divieto di manifestazioni pubbliche e private e divieto assoluto di assembramento»

#siamoaterra: questo è l'hashtag con cui si contraddistingue la manifestazione organizzata da Fipe e Confcommercio, nata per raccontare le imprese, i valori e il lavoro del settore, messo a dura prova e a rischio dalle restrizioni per contenere la diffusione della pandemia.

La manifestazione è prevista mercoledì 28 ottobre alle 11,30 in 18 città italiane, compresa Genova, in piazza De Ferrari, assicurano gli organizzatori «nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti contagio».

La locandina era uscita su Facebook il 24 ottobre, ma per quanto riguarda Genova, ha specificato Fipe Liguria sul suo profilo Facebook nel pomeriggio di lunedì 26, la richiesta di organizzare la manifestazione «è stata ritenuta irricevibile dalle autorità competenti, tenute presenti le ordinanze regionali n. 68 e n. 73 che prevedono il divieto di manifestazioni pubbliche e private e divieto assoluto di assembramento».

Pertanto, informano Alessandro Cavo, presidente regionale e provinciale Fipe-Confcommercio e Matteo Losio, presidente Associazione Ristoranti Fepag-Fipe Genova, «nel rispetto delle norme e per la massima tutela dei nostri imprenditori che è il nostro scopo primario, la manifestazione non si svolgerà se non in forma virtuale».

Continua Cavo in una nota: «Con il nuovo Dpcm per la ristorazione è impedita l'attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un'ulteriore forte contrazione dell'operatività. La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei pubblici esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche che attribuiscono piuttosto ad altri fattori - mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro - le principali fonti di contagio».

«Prendiamo atto - prosegue Buticchi - delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte relative ad interventi urgenti e specifici a favore del settore, come richiesto con forza da Fipe Confcommercio nazionale, ma tali interventi devono essere economicamente significativi, certi e immediatamente esigibili per tutte le imprese del settore».

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