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Ivan Spagnolo, uno degli organizzatori delle protesta - @La protesta ligure

Ivan Spagnolo, uno degli organizzatori delle protesta - @La protesta ligure

"Incatenati" davanti alla prefettura: prosegue la protesta delle categorie economiche

Il gruppo "La protesta ligure" è tornato a manifestare, come ogni lunedì, scegliendo questa volta largo Lanfranco e presentandosi con una catena che ha unito tutte le professioni, non soltanto simbolicamente

“Musicista”, “ristoratore”, “palestra”, “albergo”: si sono presentati così, con un cartello che li identificava secondo la loro professione, gli imprenditori che lunedì pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione organizzata davanti alla prefettura dalla Protesta Ligure.

Il gruppo nato sui social da ristoratori e baristi è diventato in poche settimane il “laboratorio” delle proteste di tutte le categorie economiche messe in ginocchio dalla pandemia di coronavirus. E per lunedì 29 marzo la proposta è stata quella di ritrovarsi in largo Lanfranco con i cartelli della propria professione e una catena che simbolicamente li unisse tutti.

Tra i manifestanti ci sono titolari di bar, ristoranti, agenzie viaggi, alberghi, scuole di danza, palestre, piscine, discoteche e tante altre attività costrette ad adeguarsi al meccanismo “apri e chiudi” imposto con la classificazione per zone, o nel peggiore dei casi di quelle che sono di fatto ferme ormai da un anno: una protesta pacifica e statica davanti alla prefettura per “urlare” silenziosamente rabbia e frustrazione maturate nel corso di lunghi mesi caratterizzati dall’incertezza, una “catena umana” per dimostrare che «siamo tutti uniti» in questo periodo così difficile.

Le richieste, portate anche al prefetto, sono le stesse che il gruppo porta avanti ormai da mesi: date certe per la riapertura per chi è ancora chiuso, la possibilità di tenere aperto in sicurezza anche la sera per i bar e i ristoranti («Stiamo chiusi e i contagi si alzano lo stesso, è evidente ormai che non siamo noi la causa»), ristori in grado di aiutare a far fronte alle spese che continuano a esserci a fronte di ricavi in alcuni casi praticamente azzerati.

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