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Coronavirus, un anno fa in Liguria i primi due casi ufficiali: oltre 76.000 le persone contagiate

Una 79enne di Castiglione d'Adda, ospite di un hotel di Alassio, e un 54enne della provincia della Spezia: sono loro le prime persone toccate (ufficialmente) dal virus nella nostra regione

Un anno esatto dalla deflagrazione: era il 25 febbraio del 2020, e in Liguria venivano individuati i primi due casi di persone positive al coronavirus, dando inizio alla lotta contro la pandemia che ancora oggi tiene impegnato il mondo intero.

La Liguria è stata una delle prime regioni d’Italia a dover gestire la pandemia: “incastrata” tra quelle in cui era esplosa come una fiammata - Lombardia e Piemonte - ha iniziato a contare i casi positivi dal ponente ligure, la stessa zona in cui in questi giorni sono in vigore misure più restrittive per contenere un contagio rinfocolato dalla vicinanza con la Costa Azzurra.

Paziente zero in Liguria: il caso del Bel Sit di Alassio

La “paziente zero” - se così la si può chiamare, solo formalmente - è stata una donna di 79 anni in vacanza ad Alassio: residente a Castiglione d’Adda, era arrivata l’11 febbraio con una comitiva di altri turisti. La diagnosi ufficiale - SarsCov19 - era stata ufficializzata dall’ospedale San Martino, dove la donna era stata ricoverata in isolamento dopo una serie di “intoppi” negli ospedali del ponente.

La 79enne si era infatti rivolta al pronto soccorso di Albenga il sabato, dicendo di sentirsi male e di essere originaria di una delle "zone rosse" in Lombardia. Visitata, alla fine era stata dimessa ed era tornata all'albergo Bel Sit, dove risiedeva con il resto della comitiva, in taxi: una gestione che aveva di fatto rallentato il “contact tracing” e l’avvio del protocollo che a distanza di un anno è ormai noto fatto di isolamento, quarantena, sorveglianza attiva. Alassio e l'hotel erano immediatamente finiti al centro delle attenzioni regionali e anche nazionali: gli ospiti erano stati costretti a fare la quarantena nelle stanze sino a quando la Protezione Civile regionale non ha organizzato i trasferimenti nelle regioni di appartenenenza.

Il cluster della val di Vara

Lo stesso giorno, il 25 febbraio, era arrivata anche la notizia del secondo caso confermato in Liguria, un uomo di 54 anni della provincia della Spezia passato da Codogno: appena due, allora, i cosiddetti “cluster”, quello di Alassio appunto e quello che sarebbe poi diventato noto come il cluster della val di Vara.

Da allora i malati di coronavirus in Liguria sono diventati 76.576. La gran parte è guarita - al 24 febbraio erano 67.292 - ma un numero tragicamente troppo alto non ce l’ha fatta: i decessi sono a oggi 3.608, la maggior parte tra gli over 70.

Ricordo vittime covid in Liguria

A loro sono dedicati i due momenti di ricordo organizzati dalla Regione: il primo appuntamento è venerdì 26 febbraio alle 9 al cimitero monumentale di Staglieno alla presenza dell’arcivescovo Marco Tasca e del sindaco Bucci, con una cerimonia laica e una religiosa ufficiali. Un altro momento è fissato invece per sabato 27 febbraio all’ospedale San Martino con un intervento dell’attore e regista Sergio Castellitto.

«Sergio Castellitto, accompagnato da un quintetto d'archi dell'orchestra del Teatro Carlo Felice, leggerà alcuni capitoli del mio libro “Una lezione da non dimenticare”, scritto con Martina Maltagliati - ha confermato Matteo Bassetti, Infettivologo e direttore della clinica Malattie Infettive del policlinico - Oltre  che ricordare i morti per covid, l'iniziativa vuol essere anche un omaggio a tutto il personale sanitario impegnato nella lotta al virus».

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