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Vaccino covid, partita la campagna in Liguria: ecco i primi a ricevere le dosi

Medici, infermieri e operatori sanitari degli ospedali, insieme con personale e ospiti rsa, sono i primi a ricevere il vaccino: ecco come è andato il primo vero giorno di vaccinazioni

È partita in contemporanea in tutta la Liguria intorno alle 10.30 di giovedì 31 dicembre la prima, vera tornata di vaccinazioni contro il coronavirus

Dopo le prime 320 dosi simboliche somministrate domenica all’ospedale San Martino, giovedì mattina i 14 presidi liguri hanno avviato la prima fase delle vaccinazioni, dedicata - con atto di indirizzo del Parlamento e su indicazione del commissario per l’Emergenza Domenica Arcuri - a operatori sanitari che lavorano nei presidi ospedalieri, personale e ospiti delle rsa.

«Iniziamo vaccinando i sanitari e le rsa - ha spiegato Barbara Rebesco, direttore Struttura Complessa Politiche del Farmaco di Alisa e referente regionale per logistica del vaccino Covid - Sono arrivati i primi 16 pizza-box, che corrispondono a 18.720 dosi, con l’algoritmo calcolato dal gruppo del professor Ansaldi abbiamo modellato l’utilizzo delle dosi per assicurare la partenza sincrona tra ospedali e rsa, la garanzia dei quantitativi necessari per assicurare la seconda dose, e la messa in sicurezza al sistema. Ci siamo coordinati con tutti i direttori dei centri che hanno ricevuto il vaccino perché garantiscano le misure di sicurezza e possano così prevenire eventuali problematiche». 

Da un flacone di vaccino 6 dosi: ecco come

Rebesco ha spiegato anche come è stato possibile “sfruttare” al meglio i flaconi estraendo non 5 dosi, ma 6.

«Questa procedura, stabilita da una circolare del Ministero della Salute, è fatta nella totale assicurazione dell’uniformità delle dosi, che restano di 0,3 millilitri a persona - ha detto Rebesco - Ogni flacone secondo farmacopea è formulato con un sovrariempimento che consente di garantire il volume estraibile. Questo sovrariempimento è stato calcolato in misura adeguata a garantire una sesta dose sempre di 0,3 millilitri, i flaconcini restano invariati».

I primi vaccinati negli ospedali liguri: 4 donne e 3 uomini

Al Gaslini la prima vaccinata è stata una donna, Orietta Vianello, coordinatrice infermieristica dell’ospedale pediatrico: «Per me questo è un momento molto importante ed è un’opportunità importantissima per ciascuno di noi, soprattutto per noi operatori sanitari, è un dovere anche nei confronti dei pazienti che seguiamo».

Al Gaslini sono circa 2.100 gli operatori sanitari che hanno dato adesione alla vaccinazione: «Iniziamo con i primi 100 - ha detto il direttore generale Paolo Petralia - e proseguiremo sabato, poi la settimana prossima saranno 150 vaccini al giorno per cinque giorni, in tre settimane avremo esaurito il primo gruppo».

Al Galliera il primo vaccinato è Marco Lattuada, 44 anni, direttore della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione: «Essere il primo vaccinato del Galleria mi fa molto piacere, sono il primo di tanti altri perché c’è una grande sensibilità nell’ente, mi fa piacere che il primo vaccinando sia scelto da una rappresentanza della Rianimazione. I professionisti che lavorano qui hanno risposto all’emergenza con un forte spirito di gruppo e adattamento. Penso che il vaccino apra una finestra per andare oltre quello che oggi abbiamo come strumenti, nella speranza di un intervento sanitario un po’ più incisivo.  Al Galliera le vaccinazioni sul personale sanitario dovrebbero concludersi il 20 febbraio.

Dopo il Galliera, primi vaccini nella Asl 1 imperiese, dove la prima vaccinata è stata Monica Allegri, infermiera, che prima di ricevere la dose si è appellata la «senso di responsabilità nei confronti del prossimo: penso che vaccinarsi sia fondamentale». 

In Asl 3, al Villa Scassi, il primo vaccinato è Enrico Biondi, che rappresenta i sanitari della nostra unità di Anestesia e Rianimazione di Asl 3 e Villa Scassi. Infermiere in Asl 3 dal 1983, ha formato molti infermieri che hanno combattuto contro la pandemia: «Dopo tutto quello che abbiamo vissuto e stiamo tuttora vivendo questo è un momento che ci dà una grande speranza verso il futuro, questo è il mio sentimento principale

Luigi Bottaro, direttore di Asl 3, ha spiegato che: «Enrico esprime quello che è questo gruppo, che fa poche parole e tanti fatti, e di cui io sono molto orgoglioso. Asl 3 ha tre centri vaccinali, il Villa Scassi, poi partiremo con 60-70 vaccinazioni in questo primissimo periodo, da lunedì aggiungeremo l’ospedale di Sestri Ponente e poi l’ex ospedale di Quarto. Noi abbiamo una potenzialità giornaliera sino a 500 dosi, modulate in base alle richieste e alle necessità».

In Asl 4, nell’ospedale di Sestri Levante, la prima vaccinata è Miriam Massa, coordinatrice infermieristica del reparto di Terapia Intensiva respiratoria: «Sono molto contenta di essere la prima di Asl 4, è stata una scelta sia dal punto di vista personale per tutelare me stessa sia professionale per tutelare la salute pubblica, i colleghi e la famiglia. Mi ritengo molto fortunata a non essere stata contagiata nonostante il reparto che coordino e per me è fondamentale non avere più paura di lavorare in questo reparto». Il programma vaccinale proseguirà a Chiavari per le rsa, complessivamente verranno effettuate 3.913 vaccinazione con il completamento a metà febbraio.

Nella Asl 2, al San Paolo di Savona, la prima vaccinata è Elisabetta Puttiggia, caposala del reparto Malattie Infettive sino a settembre e oggi coordinatrice della struttura complessa giene e sanità pubblica della Asl: «Provo una gioia immensa, abbiamo combattuto una guerra terribile e tutti gli opetatori sanitari erano in prima linea. Eravamo un esercito forte ma disarmato, ma oggi un'arma ce l'abbiamo: fate la vaccinazione», ha sorriso Putiggia. In Asl 2 programmate le vaccinazioni sino al 16 gennaio per esaurire la prima fase, subito dopo l’Epifania partirà anche nelle rsa, 300 vaccinazioni, prima di passare al Santa Corona, Albenga e Cairo.

In Asl 5, al Sant’Andrea della Spezia, il primo vaccinato è il dottor Francesco Piu, 55 anni, coordinatore delle professioni sanitarie della Asl: «Questa è una grande opportunità che mi viene data, spero mi seguano tutti gli altri sanitari, è un grande atto di sanità nei confronti degli altri perché proteggendo noi stessi proteggiamo anche gli altri. Mi hanno chiesto se c’è paura, io voglio dare un messaggio oggi ci vuole più coraggio a non farsi vaccinare che a fare il vaccino».

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