Coronavirus e premio agli operatori sanitari, in tutto 21 milioni di euro

La scelta strategica condivisa tra sindacati confederali e Regione è stata di assegnare il 90% delle risorse agli operatori massimamente esposti al contagio

È stato raggiunto l’accordo con le sigle sindacali dei medici e del comparto sanitario per il riconoscimento di un bonus tra 400 e 1400 euro per circa 16mila lavoratori impegnati nelle aziende sanitarie e ospedaliere per far fronte all’emergenza covid. Si tratta, in particolare, della distribuzione concordata con i sindacati delle risorse sia del Decreto Rilancio per 5 milioni di euro sia dei fondi per 9 milioni di euro messi a disposizione direttamente da Regione Liguria. Tre le fasce premiali individuate in base all'impegno profuso durante l'emergenza e alla gradazione di esposizione al coronavirus.

Il bonus va ad aggiungersi al premio riconosciuto ai sanitari e già ripartito alle aziende, sempre in accordo con i sindacati, con le risorse del decreto Cura Italia per 6,7 milioni di euro: complessivamente, chi è in fascia A prenderà fino a 2mila euro in più in busta paga. Complessivamente, vengono distribuiti 21 milioni di euro a circa 16mila lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19.

«Abbiamo portato a termine l’impegno che ci eravamo assunti - afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -. Oggi è la dimostrazione che ai manifesti, dovuti, per ringraziare il personale sanitario sono seguiti i fatti. Non si tratta di un mero bonus economico ma di un riconoscimento mai così meritato da una categoria che è stata in prima linea con una capacità, una generosità e un’efficacia oltre l’immaginabile. Lo ha fatto a tutti i livelli, con uno sforzo straordinario: la Liguria è stata tra le regioni più colpite dalla pandemia e se il nostro sistema ha retto all'urto dell’emergenza lo dobbiamo in gran parte all'abnegazione e all'impegno del personale sanitario, che in quei giorni maledetti ha lavorato con turni di 12 ore, senza riposo, senza guardare l’orologio o quale giorni della settimana fosse, anche pagando un prezzo altissimo. Credo che il dialogo con le organizzazioni sindacali, che ringrazio, sia stato anche innovativo per certi punti di vista perché ha guardato oltre all’impegno della categoria anche al merito dei singoli, al rischio che si sono assunti: è un accordo che teniamo a battesimo con grande soddisfazione e con orgoglio. Senza dimenticare che oggi lo sforzo del sistema sanitario è doppio: mentre teniamo il nostro ‘esercito’ acquartierato ma sempre vigile se mai dovesse esserci una seconda ondata, stiamo tornando alla normalità per svolgere le funzioni tradizionali della sanità nel rispondere ai bisogni dei cittadini».

«Sono molto soddisfatta dell'accordo che abbiamo raggiunto: la Liguria - aggiunge la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale - garantisce ai professionisti che hanno lavorato nell'emergenza un riconoscimento importante anche a livello nazionale, complessivamente fino a 2.000 euro, superiore a quello erogato anche da altre regioni, come Lazio ed Emilia Romagna che hanno previsto un bonus massimo di 1.000 euro. Si è reso necessario il tempo per un approfondito confronto con sindacati in modo da esaminare tutte le situazioni e raggiungere un equilibrio per tutti i professionisti coinvolti: nessuno è stato lasciato fuori».

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Le tre fasce premiali sono:

  • Fascia A: 1.400 euro per: Pronto Soccorso; Malattie Infettive; Terapia Intensiva e Sub intensiva; Reparti adibiti formalmente a COVID; Pneumologia; Laboratori (solo personale dedicato agli esami PCR e sierologici; Radiologia (solo personale adibito alla diagnostica COVID, compreso quello inviato ai posti letto dei pazienti; Medicina del Lavoro (solo personale adibito ad attività COVID); G-SAT; Esecuzione tamponi a domicilio e sul territorio; Emergenza Sanitaria Territoriale – 118 (solo personale adibito al soccorso); personale positivo COVID che ha lavorato in presenza meno del 50% dei giorni totali + personale in infortunio e in quarantena dei reparti fascia B e fascia C, oltre a personale positivo.
  • Fascia B: 800 euro per: reparti non adibiti formalmente a COVID ma che hanno registrato almeno il 10% di giornate di degenza complessive nei mesi di marzo e aprile per pazienti ricoverati per COVID; Prevenzione; Cure domiciliari pazienti COVID; Servizi territoriali; Logistica; Direzioni Professioni Sanitarie; Direzioni Sanitarie Aziendali;
  • Fascia C: 400 euro per: Provveditorato; Gestione Risorse Umane; Unità Organizzative deputate alla gestione del debito informativo verso Protezione Civile, Ministero, Regione; Sistemi informatici.

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