Coronavirus

Ospedali, la Liguria sotto la soglia d’allerta per le terapie intensive ma sfora nell’area “non critica”

I dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali evidenziano l’andamento dei ricoveri in terapie intensiva e nei reparti di specializzazione per il trattamento covid

La Liguria resta sotto la soglia d’allerta per quanto riguarda l’occupazione delle terapie intensive per covid in ospedale, ma sfora - anche se di poco - quella stabilita per i pazienti con covid ricoverati in area non critica.

I dati sono dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), relativi al 6 gennaio. La soglia è del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche, ed è stata individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020.

La Liguria resta al 30% (al limite, dunque) per quanto riguarda le terapie intensive, con un calo del 4% i posti occupati rispetto al 6 dicembre, mentre è occupato il 41% dei posti letto in malattie infettive, medicina generale e pneumologia, la stessa percentuale del mese scorso.

Le altre regioni a superare la soglia d’allerta sono Emilia Romagna (44%), Friuli Venezia Giulia (51%), Lazio (44%), Liguria (41%), Marche (44%), Piemonte (48%), Provincia autonoma di Bolzano (44%), Provincia autonoma di Trento (59%) e Veneto (44%).

I dati dell’occupazione dei posti letto in ospedale, uniti all’Rt e alla capacità di tracciamento sono alcuni dei criteri utilizzati dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute per stabilire le fasce di rischio per colore da assegnare alle singole regioni. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, aveva detto mercoledì sera che la Liguria potrebbe finire al massimo in zona arancione.

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