Poliziotti in quarantena dopo aver sventato un tentato suicidio: «Servono più mascherine»

La denuncia del Consap dopo che alcuni agenti si trovano in isolamento per essere entrati in contatto con una donna risultata poi positiva al covid-19

Non solo personale sanitario e lavoratori dei pubblici servizi e delle attività di prima necessità: anche le forze dell’ordine in questi giorni di emergenza da coronavirus hanno triplicato gli sforzi sul territorio, e anche loro si ritrovano a operare spesso senza le adeguate protezioni.

Il sindacato Consap ha infatti denunciato che attualmente tre poliziotti sono in quarantena dopo essere intervenuti per salvare una donna che voleva gettarsi dalla finestra, lo scorso lunedì: ricoverata in ospedale, la donna è stata testata per coronavirus ed è risultata positiva. Conseguenza diretta, i tre agenti intervenuti, che l’hanno di fatto afferrata per impedirle di buttarsi nel vuoto, sono adesso in quarantena così come previsto dal protocollo sanitario.

E sono moltissimi i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno a che fare con persone ogni giorno, e che spesso affrontano il loro lavoro senza le protezioni: basti pensare al centro storico, e ai tanti interventi effettuati, per esempio, su spacciatori e pusher che non in molti casi non rispettano le norme igieniche, ma gli interventi che richiedono vicinanza sotto il metro della distanza di sicurezza sono moltissimi. E ovviamente, le reazioni non sono mai prevedibili.

«Il contatto è un elemento prioritario del compito dei poliziotti, e la direttiva ministeriale che disciplina l’uso del kit anti-contagio solo nei casi di evidente pericolo è illogica e pericolosa - denuncia il segretario generale nazionale di Consap, Cesario Bortone - Avevamo chiesto una modifica estensiva fornendo il kit a tutti gli operatori che lo avrebbero dovuto utilizzare per l’intero turno di servizio, e quanto accaduto a Genova dimostra che avevamo ragione. Servono più mascherine ai poliziotti, almeno una al giorno sempre indossata».

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«Non si può prescrivere al poliziotto la distanza di un metro in volante, perché il poliziotto non sa cosa accadrà da lì a un minuto per la peculiarità del suo lavoro - prosegue Bertone - Ma è certo che se le mascherine e i guanti continuano a essere forniti col contagocce, al poliziotto non resterà altro da fare che scegliere tra intervenire o salvaguardarsi, e noi non sceglieremo mai la seconda ipotesi, con il rischio concreto che presto il personale più operativo finirà tutto in quarantena».

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