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La protesta della Polizia Penitenziaria: "No al green pass in mensa, agenti umiliati con panini in spazi di fortuna"

Fabio Pagani, segretario Uil Polizia Penitenziaria: "La mensa è obbligatoria, gli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria sono trattenuti in servizio ben oltre le sei ore giornaliere e non possono allontanarsi dal luogo di lavoro"

Crescono anche nella file della Polizia Penitenziaria le proteste per la decisione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di consentire l'accesso alle mense solamente al personale in possesso di Green Pass. Protesta a gran voce e denuncia le difficoltà dei colleghi Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Polizia Penitenziaria: "Il Governo fermi l’umiliazione di servitori dello Stato costretti a consumare pasti da asporto o panini in condizioni di fortuna, senza alcuna garanzia di sicurezza, salubrità e igiene e in assenza di qualsiasi decoro".

"Si tratta di una forzatura interpretativa - sostiene il sindacalista della Uilpa - che impedisce l’accesso alle mense obbligatorie di servizio agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, come agli appartenenti alle altre forze dell’ordine, sprovvisti di green pass. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha disposto che vengano distribuiti generi da asporto, spesso un paio di panini, due frutti e una bottiglietta d’acqua. Il problema aggiuntivo è che non sono stati predisposti locali idonei alla consumazione dei pasti, quindi gli agenti devono arrangiarsi come possono.

Fabio Pagani prosegue: "Le immagini di Genova Marassi e di Sanremo sono secondo noi vergognose, mentre a Imperia ci dicono che, non avendo spazi , i colleghi non vaccinati mangeranno in piedi nei pressi delle sezioni detentive. Ricordiamo, infatti, che la mensa è obbligatoria e che gli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria sono trattenuti in servizio ben oltre le sei ore giornaliere e non possono allontanarsi dal luogo di lavoro. Così come, non va dimenticato, che la durata della pausa, durante la quale trovare anche un frugale ristoro, non può eccedere in tutto i trenta minuti. Ribadiamo, altresì, che così facendo gli ammessi alle mense e coloro da esse banditi perché sprovvisti di green pass vengono separati per meno di venti minuti, ma lavorano ugualmente gomito a gomito, senza distanziamento e talvolta in automezzi blindati prossimi alla rottamazione e con aerazione insufficiente per otto e più ore".

"Pensiamo - conclude il segretario della Uilpa - sia dunque interesse di tutti trovare soluzioni adeguate, ragionevoli e che non espongano gli agenti a discriminazioni e rischi e gli stessi responsabili periferici dell’Amministrazione penitenziaria a risvolti anche penali. Chi ne risponderebbe, per esempio, se a un Poliziotto Penitenziario succedesse qualcosa durante la consumazione del pasto sotto un portico o in un piazzale esposto al sole come sta avvenendo in questi giorni?".

Fabio PAGANI : Segretario Regionale UIL P.P. 3930524663

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