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Crisi covid, Crocera Stadium di Sampierdarena chiude: «Alziamo bandiera bianca»

Il ponente genovese perde un importante presidio: l'impianto polisportivo di Sampierdarena ha deciso di chiudere dal 1 febbraio 2021

Sampierdarena perde un importante presidio sociale e sportivo: Crocera Stadium alza bandiera bianca, e annuncia la chiusura dal 1 febbraio 2021: troppe le spese e le rinunce in questi mesi di crisi causata dal coronavirus, e dunque, a malincuore, la dirigenza ha deciso, dopo 17 anni, di chiudere le porte dell'impianto polisportivo.

«Stanti gli orizzonti temporali dichiarati dagli ultimi provvedimenti governativi, l’assenza di sostegno da parte delle istituzioni e malgrado i debiti fin qui contratti per comunque garantire un minimo di servizio, Crocera Stadium Ssdrl si trova costretta a comunicare la chiusura dell’impianto polisportivo sampierdarenese a far data dal 1 febbraio 2021, senza peraltro poter ad oggi garantirne la riapertura» spiega la società che gestisce gli impianti, e che li aveva riportati a nuova vita dopo 15 anni di abbandono, con la gestione di 3 piscine, un palazzetto per basket e volley e un centro fitness, con il coinvolgimento di circa 5mila famiglie all'anno.

Una decisione netta, arrivata dopo tre mesi di lotta «durante i quali si è garantita la prosecuzione delle attività agonistiche ospitando anche numerose società sportive genovesi». Ma la società deve oggi confrontarsi «con costi di oltre 120.000 euro accumulati solo in questo periodo».

«Non va poi dimenticato - aggiunge la società - che tale grave situazione si aggiunge ai danni finanziari generati dal primo lockdown per il quale, a fronte di mancati incassi per circa 250.000 euro, sono ad oggi stati riconosciuti a Crocera Stadium Ssdrl un cosiddetto “ristoro” di 3.000 euro ricevuto dal Governo, l’abbattimento del canone da parte del Comune di Genova, oltre che una (solo simbolica) riduzione della Tari: per un totale di soli 18.700 euro».

Crocera Stadium Ssdrl evidenzia poi come durante il 2020 abbia potuto offrire i suoi servizi a pieno regime per solo 2 mesi (quelli pre-lockdown), oltre che per altri tre ma con i noti vincoli, accumulando così ulteriori costi e debiti, anche nei confronti dei propri utenti, ai quali ha poi riconosciuto i servizi non fruiti. «Senza dimenticare i disagi creati alle migliaia di famiglie che non hanno potuto proseguire con la propria attività oltre che le ripercussioni sui circa 50 collaboratori fermi per/da mesi».

Non solo un impianto polisportivo, ma un punto di riferimento per il territorio: «Dal 2003, data della sua riapertura dopo un quindicennio di abbandono, Crocera Stadium Ssdrl ha saputo infatti faticosamente creare un presidio sociale, oltre che sportivo, per l’intero ponente genovese. Nei quasi vent’anni di attività la “Crocera” non ha mai ricevuto contributi sostanziali per la gestione, pur avendo investito ingenti risorse private al fine di garantire l’eccellenza in termini di qualità e varietà dei servizi, come peraltro riconosciuto ben oltre i confini regionali, in una struttura comunale notoriamente energivora anche in condizioni di fermo. Pur orgogliosi di aver negli anni valorizzato un impianto pubblico, di aver sempre mantenuto gli impegni e, rarità anche nella nostra città, gestito la “cosa pubblica” senza contributi e senza poi addossare debiti alla comunità, i dirigenti di Crocera Stadium decidono oggi di “alzare bandiera bianca”, ed alla luce delle incertezze sul futuro, confermano pertanto che in assenza di un urgente oltre che coerente sostegno economico straordinario, viene messa a rischio anche la riapertura dell’impianto polisportivo, se e quando sarà finalmente consentita dalle norme».

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