Domenica, 17 Ottobre 2021
Coronavirus

Serrande alzate e luci accese dopo le 18, da piazza delle Erbe la "protesta luminosa" dei locali

L'iniziativa parte dal Gradisca e si estende a tutti i pubblici esercizi della zona: nessuna violazione del dpcm, ma la volontà di manifestare il proprio dissenso

Una protesta silenziosa e luminosa nel cuore di Genova per chiedere di tornare a lavorare: parte da piazza delle Erbe, nel centro storico, e coinvolge tutti quei locali che vorranno manifestare il proprio scontento per la gestione della pandemia tenendo le serrande alzate e le luci accese.

A farsi portavoce dell’iniziativa sono i gestori del Gradisca, uno dei locali simbolo del centro storico: «Noi locali di piazza delle Erbe, come sempre, sentiamo la necessità di restare uniti, di darci forza e sostegno, facendo vedere che ci siamo, ma chissà per quanto - spiegano - Perché un intero mese privo di zone gialle potrebbe essere il colpo di grazia per le nostre attività come per tantissime altre. Lo slogan scelto è molto chiaro: vogliamo solo lavorare. Vogliamo lavorare in sicurezza. Vogliamo sicurezza per noi, per i nostri dipendenti e soprattutto per i nostri clienti».

Dal 7 aprile, dunque, bar e ristoranti di piazza delle Erbe tengono le luci accese e le saracinesche alzate dopo le 18: nessun servizio da asporto, dunque, nel rispetto del dpcm, ma «illuminando la piazza. Ne approfitteremo per confrontarci, per capire come sopravvivere e possibilmente cercare e trovare un dialogo con le Istituzioni, esprimendo proposte e critiche. Le luci si accenderanno per dimostrare che ci siamo e che vogliamo essere parte della soluzione, non vogliamo inutile assistenzialismo e non vogliamo essere un problema. Purtroppo per molte realtà il tempo delle parole è già finito, ma noi, che ancora resistiamo, vogliamo renderci disponibili ad un dialogo con le Istituzioni per trovare soluzioni che possano essere utili per la nostra sopravvivenza e quella di un settore che ci ha resi orgogliosi nel mondo».

Nei giorni scorsi la protesta dei titolari dei pubblici esercizi si è riaccesa dopo una Pasqua in lockdown e la conferma che sino alla fine del mese le zone gialle sono di fatto cancellate, senza consentire dunque neppure l’apertura per pranzo. Alcuni ristoratori hanno anche aderito al movimento “Io apro”, tenendo aperto a pranzo e a cena sfidando le sanzioni proprio in segno di protesta contro i provvedimenti adottati dal governo.

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