Covid, la petizione: «Riapriamo il padiglione C del Galliera». Sansa: «Tre piani ristrutturati e abbandonati». Le foto

I firmatari della petizione: «Non ricorriamo nuovamente a soluzioni costose e per pochi come il traghetto allestito nel porto di Genova la scorsa primavera. C'è una soluzione più semplice e già pronta: riaprire il padiglione C dell'Ospedale Galliera»

Il padiglione C in una delle foto di Ferruccio Sansa

Da fine ottobre sta facendo il giro del web una petizione per la riapertura del padigione C dell'ospedale Galliera, da destinare alla lotta contro il covid-19.

La lettera indirizzata al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e all'arcivescovo di Genova Marco Tasca, è ufficialmente promossa dal movimento indipendente dei Cittadini per Carignano, e firmata dalla portavoce del movimento Paola Panzera, Rossana Aluigi, rappresentante Sos Valpolcevera Chiama, Daniela Poggi, fondatrice del gruppo #parlodelcovid, Valerio Gennario, epidemiologo e rappresentante Isde Medici per l'Ambiente Genova, e da una trentina di altri cittadini. E ha raccolto più di 2300 firme.

La petizione

«I posti letto scarseggiano - si legge nel testo della raccolta firme che sta facendo il giro di Facebook e WhatsApp - e, mentre si stanno cercando soluzioni alternative, i malati passano ore sulle ambulanze che rimangono così bloccate a discapito di altri pazienti. Non ricorriamo nuovamente a soluzioni costose e per pochi come il traghetto allestito nel porto di Genova la scorsa primavera. C'è una soluzione più semplice e già pronta: riaprire il padiglione C dell'Ospedale Galliera! [...]. È un edificio di oltre 10 piani, edificato a metà degli anni '70, già totalmente ristrutturato al suo interno con centinaia di camere a due letti con servizi igienici. Purtroppo tali camere non accolgono più i letti dei malati ma le scrivanie per l'attività privata dei medici e l'intero padiglione è destinato alla demolizione mentre i malati sono stati trasferiti nelle camerate promiscue dei padiglioni storici. Riallestite le camere: darete accoglienza e cura alle migliaia di genovesi che nelle prossime settimane potrebbero restare senza letti per accoglierli né medici e infermieri per curarli».

«Adattare il padiglione C per il ricovero dei pazienti in convalescenza da covid-19 - spiegano in una nota Aluigi, Gennaro e Panzera insieme agli altri firmatari - non solo libererebbe posti letto ospedalieri per coloro che sono in fase più acuta ma consentirebbe di investire in fondi pubblici in strutture della sanità pubblica anziché in traghetti o in edifici privati o con un uso temporaneo. Se i fondi spesi per attrezzare il traghetto fossero stati investiti nel padi- glione C già nella scorsa primavera e fosse stato assunto il personale necessario, oggi avremmo una struttura pubblica a disposizione per fronteggiare la nuova emergenza sanita- ria che, purtroppo, potrebbe non essere l’ultima.  Le giustificazioni fornite dall’Ospedale Galliera sull’eccessiva lontananza del Padiglione C rispetto al corpo entrale dell’ospedale e la mancanza del personale appaiono davvero illogiche se confrontate con il ben più lontano traghetto e con il personale assegnatovi. La mancanza di scale antincendio caratterizza pure i padiglioni storici dell’Ospedale Galliera che nonostante ciò continuano a funzionare e potrebbero, con una spesa minima rispetto a quella spesa per il traghetto, essere facilmente installate all’esterno del padiglione C, che non è neppure un edificio vincolato. Quanto all’asserita assenza di montacarichi: risulta ve ne siano 2 che veniva- no regolarmente utilizzati per il trasferimento dei pazienti geriatrici. Qui non si ci si vuole improvvisare opinionisti ma da cittadini, da medici, da pazienti e da con- tribuenti - specialmente in un momento di estrema gravità e urgenza - non si può e non si vuole rinunciare al diritto alla salute».

«La grave situazione che stiamo vivendo, già di affollamento degli ospedali cittadini, dovrebbe indurre l'amministrazione regionale, in particolar modo l'assessorato alla Sanità, ad assumere decisioni tempestive e coerenti rispetto all'utilizzo di altri spazi - dice Daniela Poggi - questo è uno spazio già esistente e in parte già attrezzato. Sono ancora presenti arredi e attrezzature. Ci sono stanze da dedicare ai pazienti e aree comuni. Con l'attuale carenza di "spazi" adibiti alla salute, alla cura anche di media intensità del covid, questi spazi potrebbero essere una soluzione».

Sansa: «Tre piani in stato di abbandono pieni di materiale sanitario»

Del caso si è occupato oggi anche il consigliere regionale Ferruccio Sansa, parlando della struttura «ristrutturata pochi anni fa con milioni di euro pubblici e lasciata al suo destino. Il padiglione che, secondo il progetto del nuovo ospedale, andrebbe demolito». Come consigliere regionale, Sansa ha facotà di ispezione delle strutture sanitarie, e dunque ha visitato il padiglione C: «La struttura consta di otto piani. Di questi cinque sono occupati da ambulatori per le visite mediche e da aule per gli studenti. Il punto, però, sono tre piani che paiono del tutto inutilizzati. I tre piani contano decine di stanze ognuno per centinaia di metri quadrati. Sono in stato di abbandono e in pratica sono un magazzino di materiale sanitario: letti, macchinari per gli esami, microscopi, attrezzature apparentemente anche nuove. Le strutture interne, per quanto abbandonate, sembrano in buono stato, fornite delle attrezzature necessarie come l'impianto dell'ossigeno. I bagni paiono quasi nuovi, in condizioni migliori di tanti ospedali».

Secondo la struttura però, il padiglione è lontano dal resto dell'ospedale, e mancano alcune parti fondamentali per la riapertura, soprattutto se si dovessero ospitare malati di coronavirus: «Ho parlato con i vertici del Galliera - continua Sansa -. La loro risposta è stata questa: "Il padiglione C non è adatto a ospitare malati di covid perché distante dal resto dell'ospedale. Non ha poi scale anti incendio e i due montacarichi non garantiscono separazione di percorsi per malati e sani. Noi abbiamo spazi adeguati per il covid nel corpo centrale del Galliera, manca però il personale. Il problema sono le persone e non gli spazi". Restano legittimi dubbi, anche di fronte a operazioni come quella della nave anti covid dove, riferisce un medico, "prestava servizio anche personale del Galliera". A chi legge la libertà di formarsi un'opinione. Resta un punto che non riguarda l'emergenza Covid. Per la ristrutturazione del padiglione C sono stati spesi in epoca recente oltre 10 milioni di euro pubblici. Adesso tre piani della struttura con relative attrezzature sono lasciate a prendere polvere. E per il futuro l'idea è di abbattere tutto per realizzare il nuovo Galliera (e anche abitazioni) . Per questo progetto sono stati impegnati decine di milioni di euro pubblici (oltre 50). Sarebbe perciò necessaria una chiarezza assoluta sul piano urbanistico (in particolare la destinazione dei vecchi e splendidi padiglioni) e su quello finanziario».

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