Coronavirus

Turismo al palo in Italia (mentre si viaggia all'estero). La Cisl: «Ripartire subito dopo Pasqua»

Il settore lancia un grido di aiuto in vista della seconda Pasqua in lockdown, albergatori disperati: «È un dramma nel più generale dramma dell’economia»

Seconda Pasqua in lockdown per i liguri e gli italiani, e le categorie economiche chiedono che sia (davvero) l’ultimo sacrificio prima di una graduale ma ferma riapertura.

A farsi portavoce in particolare delle istanze del comparto turismo, duramente segnato dal meccanismo “apri e chiudi” e dalla chiusura dei confini regionali o addirittura comunali, è Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria: «Comprendiamo la necessità di mettere limiti al movimento delle persone nei giorni di Pasqua, in un periodo in cui la terza ondata covid determina contagi e lutti in tutto il paese. Ma quello del turismo è un dramma nel più generale dramma dell’economia».

«Subito dopo, quando si conterranno i contagi, bisogna risolvere un problema che rischia di penalizzare fortemente il settore in Italia e in Liguria - prosegue  Maestripieri - secondo quanto si sta prefigurando in merito alle nuove norme governative, il movimento tra regioni sarà ancora molto limitato ma, paradossalmente, sarà ancora possibile prendere un aereo e andare in vacanza in alcuni paesi esteri dove le misure sono meno strette».

Il riferimento è ovviamente al fatto che il decreto covid del 3 marzo del presidente del Consiglio, Mario Draghi, non vieta i viaggi di turismo all'estero e consente gli spostamenti tra regioni e aree rosse se finalizzati, come specificato da una nota del Viminale, a raggiungere un aeroporto da dove si deve partire per turismo, o una nave in partenza per una crociera. Impossibile insomma prenotare un albergo in Italia, neppure nello stesso Comune, ma si può viaggiare verso diversi paesi dell’Unione Europea e non solo.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha in proposito firmato un’ordinanza che impone per arrivi e rientri dai paesi dell’Ue tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e tampone alla fine dei 5 giorni (mentre la quarantena è già prevista per tutti i paesi extra Ue). Il provvedimento non è però servito a placare le polemiche. In particolare quelle degli albergatori, che anche quest’anno, dopo 12 mesi difficilissimi, si ritrovano camere vuote e nessuna prospettiva di sfruttare la primavera se venisse confermata la cancellazione delle zone gialle sino alla fine di aprile.

«È assolutamente fondamentale procedere a spron battuto con i vaccini - conclude Maestripieri - Come ha detto il commissario Figliuolo visitando l’hub della Fiera, bisogna farlo "con ogni mezzo legale". Come Cisl daremo il massimo contributo per accelerare la vaccinazione nella nostra regione. Solo così il settore e tutta l’economia potrà tornare a decollare».

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